31 dicembre 2007

Qualita’ del diplomatico (2)

Con intento provocatorio ho postato il "fervorino" rivolto nel 1932 da Benito Mussolini ai neo-entrati nella Carriera Diplomatica italiana.

Certe delle raccomandazioni impartite dall' allora Capo del Governo ai giovani diplomatici restano valide ancora oggi. Alcune delle qualita' evidenziate dal Duce (discrezione, capacita' di osservazione, senso di responsabilita', abnegazione) costituiscono parte del bagaglio del buon diplomatico odierno.

Tuttavia, tra le qualita' ricordate dal Duce ve ne e' una che dimostra come i tempi siano molto cambiati. Mussolini invitava i diplomatici italiani a parlare poco, anzi il meno possibile. Oggi la cosiddetta Public Diplomacy e' invece considerata parte essenziale dell'attivita' diplomatica e il consiglio di "parlare il meno possibile" appare contrario all'esigenza di raggiungere pubblici sempre piu' vasti.

Il ricorso ai blog da parte delle cancellerie diplomatiche ed addirittura da parte degli stessi Ministri degli Esteri (v.post precedente sul Foreign Secretary britannico) testimonia come la caratteristica del riserbo - ancorche' corredo necessario del bagaglio diplomatico- debba essere interpretata e qualificata alla luce del contesto attuale delle relazioni internazionali

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