25 gennaio 2008

Del sesso delle nazioni

Mi piace leggere il blog di Simon Anholt, esperto di nation branding.

Piaccia o no alla brillante autrice di No Logo ,Naomi Klein, anche le nazioni sono oggi omologate a marchio, brand.

Esito a ridurre un'idea (l'Italia), un paese cosi' complesso, pluridimensionale come il nostro a marchio. Tuttavia, nel lavoro diplomatico molta importanza hanno le percezioni. Inoltre, il diplomatico, nel suo impegno quotidiano, nel promuovere le politiche del suo Paese, "vende" qualcosa, spende un'immagine.

All'estero mi trovo dunque a rappresentare un prodotto (l'Italia) che, come nella borsa, ora sale, ora scende. Il brand italiano ricevette ad esempio un boost con la vittoria ai Mondiali di calcio tedeschi. Le immagini della spazzatura che sommerge Napoli, come facilmente immaginabile, danneggiano gravemente la nostra imagine, il nostro brand.

Ma torniamo a bomba. Anholt nel suo piu' recente post sostiene che alla brand America farebbe bene un candidato con meno testosterone e piu’ estrogeno. In sostanza, meno uomo e piu’ donna. Direte: Simon tiene per i democratici e tifa Hillary. Invece no. Secondo lui Barack Obama e’ piu’ femminile della Clinton e proietterebbe un’immagine dell’America piu’ rassicurante e meno contundente con positivi ritorni di percezione nell'opinione pubblica mondiale.

Questa analisi conduce ad alcune considerazioni. La piu’ immediata, e forse anche la piu’ banale, e’ perche’ le donne per competere ed affermarsi debbano assimilare alcuni tratti - non necessariamente i migliori dell’uomo.

Un’altra e’ connessa al sesso delle nazioni, concetto implicito nell'analisi di Anholt. Anni fa lessi un interessante articolo sull’International Herald Tribune in cui si catalogavano le nazioni in base al gender .Secondo l’articolo, Stati Uniti e Germania per via non solo della loro storia ma anche di certe loro produzioni (missili, carri armati, acciao, treni, birra, ecc.) sarebbero percepite come nazioni maschie. Idem Russia (petrolio, armi, vodka) e Regno Unito (impero, finanza, whiskey). Italia e Francia invece (associate a moda, football, vino) sarebbero femmine.

Per una nazione essere maschio o femmina costituisce un handicap/vantaggio?
Una risposta sessista e politicamente scorretta darebbe le nazioni maschie avvantaggiate. Tuttavia cio’ non e’ necessariamente vero ai nostri giorni in cui si considera il soft power uno strumento piu' efficace della mera forza militare per acquisire influenza, rispetto, considerazione e leverage diplomatico.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per soft power è più facile ormai intendere qualcosa di losco?

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