17 gennaio 2008

Prof. Ennio Di Nolfo

Il Professor Ennio Di Nolfo ha risposto alla mia lettera alle Universita’ italiane del 3 gennaio scorso acconsentendo alla pubblicita’ di questo blog presso gli studenti dell' Universita’ di Firenze che preparano il concorso diplomatico.

Rendendomi non piccolo onore, il Prof. Di Nolfo ha inoltre acconsentito alla pubblicazione della sua mail. Estrapolo dunque con il suo consenso il seguente passaggio:

" Concordo con lei sull'importanza del lavoro diplomatico, quando viene svolto con intelligenza delle cose. Perciò molto volentieri darò notizia della sua iniziativa, ai giovani candidati al concorso. Di essa, anzi, mi congratulo.

Le parole del Prof. Di Nolfo sono per me motivo di particolare piacere. Cio’ non solo perche’ provengono dalla piu' alta autorita' italiana in materia di Storia delle Relazioni Internazionali, ma anche perche’ egli fu, una ventina di anni fa, mio memorabile docente presso il “Cesare Alfieri” di Firenze.

Ricordo sempre con particolare piacere le sue lezioni sull'Italia e la politica di potenza europea 1945-1950”, magistrale ricostruzione delle scelte fondamentali della politica italiana del dopoguerra.

Raramente, sia nella mia esperienza universitaria che in quella professionale, ho incontrato un relatore capace di affascinare l’uditorio coniugando la chiarezza dell’esposizione alla lucidita’ dell’analisi. Le sue lezioni, sempre affollatissime, hanno costituito il valore aggiunto della mia esperienza universitaria. Se disponibili, sono certo che sarebbero oggi scaricate con successo su iTunes!

Quando preparai il concorso diplomatico (e prima ancora l’esame di Storia delle Relazioni Internazionali) gli studenti italiani non potevano ancora disporre dell’eccellente manuale scritto successivamente dal Prof. Di Nolfo.

Lettura obbligata era la traduzione italiana del testo francese di Jean-Baptiste Duroselle, libro ricchissimo di dati (e di date) ma in cui, tenendo d’occhio gli alberi, era facile perdere di vista la foresta. In altre parole, si rischiava, memorizzando innumerevoli negoziati, conflitti, trattati e conferenze di pace, di perdere il filo logico degli eventi storici.

Il Prof. Di Nolfo suggeriva allora come lettura complementare del Duroselle quella dell’opera monumentale del suo maestro, Pierre Renouvin, il quale forniva quel che gli anglosassioni chiamano una “narrativa”, una chiave di lettura (peraltro avvincente) degli eventi.

In alternativa alla lettura consigliata del Renouvin ulteriore prezioso consiglio del Prof. Di Nolfo era quello di affrontare lo studio del Duroselle “decostruendolo” (come egli soleva dire di "farlo letteralmente a pezzi"). Presi il consiglio alla lettera, senza pentirmene, sia per il piacere iconoclasta implicito dell’invito, che per l’efficacia didattica del metodo.

La pubblicazione del manuale di storia delle relazioni internazionali da parte del Prof. Di Nolfo ha colmato in Italia una lacuna editoriale e soprattuttto didattica. Praticamente tutti i colleghi piu’ giovani entrati alla Farnesina hanno studiato con successo sul testo del Prof. Di Nolfo. Si avvertiva l’esigenza di una interpretazione italiana che emancipasse gli studenti dalla prevalente interpretazione storiografica francese e/o anglosassone.

Nel ringraziarlo per la cortesia che ha serbato a un suo ex alunno, al Prof. Di Nolfo va il mio grato ed affettuoso saluto.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bravo docente, anche se alcune sue interpretazioni erano - e rimangono - molto soggettive.

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