16 febbraio 2008

Dip-lomazia

Ho letto il libro The Dip: A Little Book That Teaches You When to Quit (and When to Stick) di Seth Godin, uno dei piu' famosi business blogger.

Presupposto del libro e' l'osservazione che, nella traiettoria dell'impegno dell' uomo volto all'apprendimento di una competenza, al perseguimento di un obiettivo personale o professionale, ci si ritrova a lungo in una zona intermedia in cui il successo e il fallimento sono divisi da una linea sottile.

Godin descrive questa condizione di incertezza come "The Dip" (flessione, depressione,immersione, depressione, ecc.). Il punto, secondo Godin, e' evitare che "The Dip" si trasformi in un frustrante " Cul-de-Sac" o peggio in un rovinoso precipizio ("The Cliff") e fare invece si' che essa sia la necessaria preparazione del successo.

Impegnati in una precaria Traversata del Deserto siamo preda vulnerabile del dubbio della bonta' delle nostre convinzioni.

E' possibile che, nel corso del vostro studio, riconosciate di trovarvi in questa sorta di critica Terra di Mezzo. Cio' e' perfettamente normale, essendo The Dip parte ineliminabile delle curve dell'apprendimento che siamo chiamati ad afffrontare in tutti i campi.

Ad esempio, avendo deciso non piu' in verdissima eta' di imparare a sciare mi trovo anch'io ad affrontare la sfida del "Dip" (cercando magari di non farmi tropo male sui pendii...).

Tuttavia, come intuire che non siamo i protagonisti di una vittoriosa Lunga Marcia ma di una catastrofica Anabasi?

Come capire quando e' il caso di abbandonare il nostro sforzo e concentrare piuttosto le nostre energie su un altro progetto, a noi piu' congeniale?

Spesso orgoglio, frustrazione, abitudine ci imprigionano in situazioni che non rispondono alle nostre predisposizioni, alle nostre ambizioni, alle nostre qualita'.

Secondo Seth Godin, paradossalmente ci vuole talvolta piu' coraggio ad abbandonare una impresa volta al fallimento piuttosto che a perseverare sterilmente.

Allo stesso tempo egli invita a guardare dentro di noi, a focalizzare la nostra attenzione, a concentrare tutte le nostre energie per uscire dalla zona di flessione, fare il salto di qualita' e raggiungere il nostro obiettivo.

Per finire con le parole dell'autore:

"Is this a Dip, a Cliff, or a Cul-de-Sac?"

"If it's a Cul-de-Sac, how can we change it into a Dip?"

"If I quit this task, will it increase my ability to get through the Dip on something more important?"

"We fail when we get distracted by tasks we don't have the guts to quit"

"If it scares you, it might be a good thing to try"

"The Dip creates Scarcity. Scarcity creates Value".

1 commento:

Anonimo ha detto...

Che ne direbbe di intervenire sul più grande fallimento diplomatico dell'ultimo decenni: il Kossovo.

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