12 febbraio 2008

Farnesina, istruzioni per l'uso (2) : il bollettino

Ringrazio i lettori di questo blog per gli stimoli che mi stanno offrendo. Oltre a corrispondere alla natura interattiva del mezzo utilizzato i vostri commenti mi consentono di sviluppare piu' facilmente i temi dei post. E di mettere ordine nei miei pensieri. Spero davvero che le mie risposte possano aiutarvi.

Questo post in particolare risponde alla curiosita' di Andrea circa l'oggetto mistico come lui -simpaticamente - lo definisce: il bollettino.

Appena sarete -come vi auguro - entrati alla Farnesina familiarizzerete immediatamente con uno strumento che condizionera' la vostra pluriennale carriera: il bollettino.

E' un documento di pubblica consultazione all'interno del MAE ed e' caratteristica esclusiva della carriera diplomatica.

Si tratta dell'elenco gerarchico che mette in fila i 1000 funzionari diplomatici della Farnesina dal piu' anziano degli Ambasciatori all'ultimo dei Segretari di Legazione in prova. Tale elenco si costituisce sulla base dell'anno dell'ingresso in carriera e degli assestamenti in seguito alle promozioni.

L'elenco registra dei cambiamenti in occasioni dei passaggi di grado. Non tanto quello da Voldipl a Segretario di Legazione (SegLeg) ma quanto in quello da SegLeg a Consigliere di Legazione (ConsLeg), quello da ConsLeg a Consigliere d'Ambasciata (ConsAmb), quello da ConsAmb a Ministro e infine da Ministro a Ambasciatore.

Al momento dell'ingresso in Carriera l'ordine di bollettino fotografa una realta' che rispecchia essenzialmente le qualita' accademiche dei candidati che hanno superato con successo il concorso. La graduatoria del concorso 2008 non dira' nulla circa le attitudini pratiche dei giovani funzionari, benche' da qualche anno siano stati introdotti dei test attitudinali propedeutici alle prove scritte.

Naturalmente questo stato delle cose e' destinato ad evolvere non appena i funzionari cominciano a misurarsi con le sfide quotidiane della professione.Emergeranno qualita' che il concorso non misura come ad esempio il buon senso, la capacita' di giudizio, l'equilibrio, il tatto, il sangue freddo.

Nessuna modalita' di selezione concorsuale del personale diplomatico riuscirebbe a misurare la vostra capacita' di gestire un rapimento di un connazionale, il rapporto con la stampa, l'evacuazione di una collettivita' italiana, l'emergenza causata da uno tsunami.

Trascorsi i primi dieci anni della carriera, l'amministrazione stila un primo bilancio e rivede la classifica. In dieci anni il funzionario si sara' misurato con le responsabilita'' di 1-2 uffici al ministero e di 2 sedi all['estero. Saranno emersi in quel lasso di tempo i suoi pregi ed i suoi difetti. Al giudizio sulle qualita' accademiche si affianchera' quello sulla sua performance sul campo e sulle sue qualita' professionali.

Tale valutazione viene ripetuta in occasione dei successivi passaggi di grado, il che vuol dire - sulla base di un ragionevole sviluppo di carriera - dopo 10 anni dall'ingresso nei ranghi (passaggio a ConsLeg), 15-16 anni (passaggio a ConsAmb), 23-25 anni (passaggio a Ministro) .

Il passaggio ad Ambasciatore fa storia a se perche' su questo incide anche la Politica. E qui mi fermo.

Naturalmente questi passaggi tengono in fibrillazione i funzionari e determinano inevitabilmente tensioni. La carriera di certi funzionari si inceppa in occasione di alcuni dei passaggi; in certi casi alcuni funzionari si fermano ad un grado (ad esempio ConsLeg o ConsAmb); in altri casi gli scorrimenti, anche quando si realizzano, sono comunque percepiti dagli interessati beneficiari come lenti e dunque penalizzanti.

Visto dall'esterno il meccanismo sembra perverso perche' mette i funzionari in competizione tra loro minando lo spirito di corpo.

D'altra parte quante carriere nella Pubblica Amministrazione stimolano una sana competizione tra i funzionari? Il problema nella P.A. oggi e' spesso quello dell'appiattimento dei valori, dell'assenza di una prospettiva di carriera che unisca al principio dell'anzianita' anche quello del merito.

Ma torniamo al bollettino e soprattutto alla considerazione che il giovane funzionario dovrebbe a mio giudizio avervi . Il mio consiglio e' di non farsi condizionare, dimenticarsi che esiste. Isolatevi da quanti - vostri pari o superiori - vi rammenteranno l'esistenza di questo benchmark supremo della vostra qualita'. Non e' facile perche' fin dal primo giorno all'Istituto Diplomatico l'ambiente cerchera' - piu' o meno subliminalmente - di instillare in voi la convinzione di essere i partecipanti ad una gara.

La gara - se di gara si deve parlare - e' in primo luogo con se stessi non con gli altri. Misurare la propria soddisfazione od il proprio successo sulla base della performance degli altri e' una sicura ricetta per guastarsi il fegato.

Stabilite dei benchmark personali, fissatevi degli obiettivi, stilate dei bilanci.

Il vostro servizio riflettera' in positivo tale atteggiamento beneficiando il consolidamento della vostra dote piu' importante, quella buona Reputazione che non mi stanchero' di ripetere - alla Farnesina come altrove - costituisce il vostro asset capitale che dovete costruire pazientemente e difendere con i denti.

Soprattutto non cercate scorciatoie. Giocate la partita lealmente nell'interesse vostro e dell'amministrazione.Le soddisfazioni non mancheranno.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Molto utile. Grazie della risposta.

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