20 febbraio 2008

Farnesina, istruzioni per l'uso (4): la formazione

Connesso al tema delle specializzazioni e' quello della formazione,
intesa come formazione permanente.

Tenuto conto dell'eta' cui ci si laurea in Italia, i neo-diplomatici
entrano in Carriera mediamente a 27-29 anni.

Ci sono naturalmente eccezioni sia nel caso di enfants prodiges (si
fa per dire) che entrano nei ranghi a 23-25 anni.

Ci sono anche dei late bloomer che superano il concorso gia'
trentenni o anche di piu', in particolare per quei casi di mobilita'
interna in cui funzionari della carriera amministrativa del MAE
superano il concorso diplomatico.

Per le caratteristiche del mercato del lavoro italiano e per la
crescente diversificazione del bacino di risorse umane da cui il MAE
attinge, e' frequente che la carriera diplomatica non costituisca
la vostra prima occupazione e che abbiate gia' alle spalle delle
precedenti esperienze professionali.

E' ugualmente possibile invece che la Farnesina sia la vostra
prima significativa esperienza professionale.

Questo fu certamente il mio caso.

Quale che sia la vostra storia, per il semplice fatto di aver
superato un esame difficile come quello degli Esteri, avreste ogni
diritto di godere di un meritato riposo dai libri di studio.

No such luck.

Intanto, appena entrati alla Farnesina vi aspetta un corso di
formazione presso l'Istituto Diplomatico. Non emozionatevi troppo. Si
tratta di una serie di conferenze -talora discretamente noiose- su
aspetti dell'attivita' del MAE.

L'Istituto Diplomatico offre anche corsi pre-posting (generalmente
sualla materia consolare, quella commerciale o quella amministrativa)
che possono essere utili al momento dell'assegnazione all'estero.

L'Istituto Diplomatico offre inoltre corsi di lingue straniere. Non
solo lingue come francese, inglese, spagnolo e tedesco, ma anche
lingue di difficile apprendimento come cinese, russo, arabo.

Occasioni di formazione possono emergere anche negli Uffici in cui
sarete distaccati. Ad esempio sono molto ambiti i seminari in ambito
UE (esiste un progranma per Young European Diplomats) .

Il Regno Unito organizza nell'atmosfera informale di Wilton Park
seminari su temi di attualita' internazionale che offrono
interessanti opportunita' di networking e brainstorming con colleghi
stranieri e esperti di fama mondiale.

Con la Francia abbiamo uno schema interessante che prevede
l'assegnazione di un giovane funzionario al Quay d'Orsay seguito da
un periodo di distacco presso una Prefettura francese.

Tuttavia, al di la di quello che offre il Ministero ( e che non e'
poco) , la mia convinzione e' che la responsabilita' della formazione
ricada in primo luogo sugli stessi funzionari.

E' questo un processo di formazione permanente. La lettura di libri,
riviste specializzate, giornali, costituiscono un dovere del
diplomatico.

Esiste al MAE un ufficio, il Servizio Stampa, che ha tra i suoi
compiti quello di preparare una quotidiana ricca rassegna stampa
nazionale ed estera disponibile in formato elettronico (la rassegna
e' anche consultabile tramite il sito www.esteri.it).

La lettura del quotidiano (la preghiera quotidiana dell'uomo moderno
secondo Baudelaire) non e' dunque l'attivita' tipica del deplorabile
dipendente pubblico fannullone ma e' per il diplomatico una
obiettiva necessita' professionale.

L' e-learning offre oggi modalita' telematiche di formazione in
tutti i campi dell'attivita' diplomatica spesso con modalita' di
insegnamento asincrone che permettono agli studenti di programmare
il proprio impegno nei ritagli di tempo.

Personalmente sono un vorace consumatore di risorse e-learning e
trovo che l'arricchimento professionale che ne ho finora guadagnato
mi abbia dato un vantaggio competitivo.

Utilizzo risorse finanziarie personali per l'aggiornamento
professionale e non credo che le ore ad esso dedicate abbiano
sacrificato la qualita' del mio servizio. Al contrario esso ne ha
beneficiato.

Tutto cio' presuppone naturalmente una forte motivazione individuale.
Vi avviso che non sempre troverete a questo riguardo la necessaria
comprensione dei vostri superiori che invocheranno le pressanti
esigenze del servizio per inchiodarvi alla scrivania.

Tenete il punto. La formazione permanente costituisce un investimento
non solo in in voi stessi ma anche - e soprattutto - un beneficio
di medio/lungo termine per l'Amministrazione.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti per questa utilissima iniziativa.
Per chi come me insegue questo obiettivo da tempo e sta sacrificando tanto per raggiungerlo, leggerla è uno stimolo costante a tener duro.
Grazie anche per questo.

Riccardo

Antonio ha detto...

Caro Diplomentor,

per passione ed interesse personale - e ovviamente per rafforzare la mia preparazione al concorso - ho da tempo avviato non solo una lettura capillare delle maggiori testate giornalistiche nazionali, ma anche straniere (soprattutto grazie all'ausilio di internet). Parimenti, il mio orientamento è stato quello di consolidare la lettura di riviste "specializzate".

A tale proposito, quali riviste consiglierebbe ad uno studente in vista del concorso? Le sarei grato se potesse indicarne alcune, magari rispettando un criterio linguistico (italiana, inglese, francese).

E per quanto riguarda siti web specializzati?

grazie dell'attenzione.

Francesco Paolini ha detto...

Caro Antonio
Credo che queste pubblicazioni possano essere di aiuto per te:

www.foreign.affairs.org
www.monde-diplomatique.fr/index.html
www.economist.com

Francesco Paolini

ShareThis

 
Template by Blografando