13 febbraio 2008

Vocazione diplomatica

A Silvia che mi chiede se la diplomazia sara' la sua strada.

Ho scoperto la vocazione per la diplomazia proprio come te.

Come tanti, ho scoperto da adolescente una passione per la storia e per le lingue straniere e per i viaggi.

Mi sono ritrovato a leggere le pagine di politica internazionale sempre prima di quelle di cronaca o di politica interna (ma sempre dopo quelle sportive!)

Intraprese Scienze Politiche, le carriere internazionali mi sembrarono un logico sbocco professionale. Non ho parenti in carriera, i miei genitori hanno svolto attivita' lontanissime dalla diplomazia ed ancora oggi non hanno perfettamente chiara la differenza tra un Console ed un Ambasciatore.

Riesaminando il mio percorso, direi che la vocazione di rappresentare il paese e' cresciuta nel tempo cammin facendo.

Non sono un nazionalista, mi considero animato da un patriottismo abbastanza equilibrato da riconoscere i pregi ed i difetti del nostro carattere nazionale, potenzialita' e limiti del ruolo del nostro paese sulla scena mondiale.

L'Italia, vista dall'esterno, e' un Paese che non lascia indifferenti, ma che scatena forti emozioni, spesso contrastanti. Pochi altri Paesi e pochi altri popoli destano ammirazione, interesse e talvolta anche delusione come il nostro.

Una volta intrapresa questa strada il lavoro quotidiano e' parso accomodare certe qualita' personali. La mia progressione di carriera e' stata finora regolare.

In definitiva, temo di non avere una risposta alla tua domanda. Citando Battisti, se questa e' la tua strada "lo scopriremo solo vivendo".

In bocca al lupo!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Crepi il lupo...e grazie!
Silvia

Anonimo ha detto...

Mi ritrovo in pieno in questa descrizione...e posso aggiungere che lunghe ed estenuanti partite a Risiko hanno aggiunto un tocco di "drama" all'attrazione verso le questioni di politica internazionale (sempre dopo l'NBA ^_^).

Speriamo bene! Tra il dire e il fare...

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