29 marzo 2008

Architettura e diplomazia

Concordo con Riccardo circa l’effetto che la particolare architettura e la dimensione della Farnesina puo’ avere avuto (ed ha) sull’atmofera della Casa.

Il Ministero degli Esteri italiano nel corso della storia unitaria del Paese e’ stato finora ospitato prima (1871-1922) nel Palazzo della Consulta.

Il Ministero migro’ poi a Palazzo Chigi tra il 1923 ed il 1959. Infine alla Farnesina dal 1959 ad oggi.

Esiste un prezioso libro del collega Ugo Colombo Sacco che riassume questi passaggi ed e’ corredato di una bellissima documentazione fotografica sui palazzi storici che hanno ospitato il Ministero degli Esteri.

Il libro si sofferma anche sulle cancellerie pre-unitarie del Palazzo delle Segreterie a Torino e di Palazzo Vecchio a Firenze.

In effetti leggendo la memorialistica diplomatica del periodo Palazzo Chigi, come nota Riccardo, si intuisce in che misura gli spazi più a misura d’uomo e piu’ contenuti, influenzassero ritmi di lavoro e rapporti interpersonali, oltre che professionali, tra i diplomatici italiani.

Al riguardo segnalo la lettura delle memorie di un grande diplomatico italiano, Roberto Ducci, “La bella gioventu’” .

Anche il diario di Ciano e’ una testimonianza in questo senso.

A quel tempo i rapporti interpersonali erano anche cementati a Roma dalla frequentazione del Circolo degli Affari Esteri di cui Galeazzo Ciano fu il primo Presidente.

Il Circolo sorge adesso sul Lungotevere dell’Acqua Acetosa e svolge ancora oggi con successo questa funzione.

Non sono un esperto di architettura ma le impressioni che si ricava dalla visita di Palazzo Chigi e da quella della Farnesina sono evidentemente molto diverse.

Alla “freddezza” della Farnesina contribuiscono lo stile razionalista tipico del Ventennio e l’uso dei materiali (marmo e travertino).

In tempi recenti segnalo una iniziativa che ha a mio avviso con successo contribuito a rendere piu’ “calda” la Farnesina.

Mi riferisco alla installazione di una collezione di arte contemporanea italiana promossa dall’ex Segretario Generale Ambasciatore Umberto Vattani .

La collezione e’ visitabile dal pubblico, in particolare in quelle occasioni in cui la Farnesina si apre apposta ai visitatori per far conoscere il suo patrimonio architettonico ed artistico.

Vi invito a visitarla anche per avere un’occasione di vedere dal di dentro quello che potrebbe essere un giorno il vostro posto di lavoro.

E’ peraltro una iniziativa unica nel suo genere che impressiona i visitatori stranieri che frequentano quotidianamente il palazzo.

E’ inoltre anche uno strumento di diplomazia culturale perche’ la collezione viaggia da qualche tempo con successo all’estero.

Osserverei infine due aspetti. Il primo riguarda una certa “eccentricita’ (nel senso di lontananza dal centro) della Farnesina rispetto agli altri palazzi del potere romano.

Cio’ contribuisce ad una certa separatezza psicologica del Dicastero accentuandone la sua “specialita’” .

Il secondo aspetto – paradossale – e’ che seppure sia ospitata in un palazzo dalle dimensioni cosi’ grandi, l’Amministrazione degli Affari Esteri stenta a contenersi nel palazzo della Farnesina.

Essa tracima nelle adiacenze del Foro Italico, in particolare con uffici distaccati dalla cooperazione allo sviluppo.

Non e’ infrequente che il personale negli uffici debba collaborare fin troppo “strettamente” coesistendo in spazi angusti.

Non credo sia solo una questione di ingigantimento numerico del personale amministrativo come dice Riccardo.

La Farnesina e’ infatti un Ministero agile rispetto ad altri e ancora sottostaffato rispetto alle sue obiettive esigenze e compiti.

Forse una delle ragioni dell’attuale “ristrettezza” e’ che l’edificio ospita anche uffici di altre amministrazioni dello Stato.

Cio’ per ragioni funzionali. Questi uffici svolgono compiti strettamente connessi agli affari esteri.

Concludo dicendo che, malgrado la sua bellezza artistica e la sua storia piu' antica, anche Palazzo Chigi mostra limiti strutturali nell'accomodare le esigenze logistiche della Presidenza del Consiglio, con una conseguente ed analoga "tracimazione" in edifici circostanti.

Cio' e' legato alla crescita del ruolo e delle funzioni di questa istituzione negli anni recenti.

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