17 marzo 2008

Farnesina, istruzioni per l’uso (9): pensare positivo

Faticando sui libri di studio e’ inevitabile idealizzare l’obiettivo professionale che si sta perseguendo.

Forse solo idealizzandolo riusciamo a radunare le forze e a concentrare le energie per centrarlo.

D’altra parte, raggiunto il traguardo , la realta’ puo’ non corrispondere al nostro sogno.

Succede spesso nella vita. Credo che possa cosi' spiegarsi quel certo qual disincanto di cui fanno stato i giovani neo diplomatici italiani oggi.

E’ possibile e forse e anche necessario un approccio piu’ consapevole alla Carriera.

E in cio’questo blog puo’ essere di qualche utilita’.

La distanza tra illusioni e realta’ non deve impedire a chi si avvicina alla carriera diplomatica di saper vedere e cogliere le opportunita’ che essa offre.

L’erba del vicino non e’ migliore.

Altre sfere professionali presentano difficolta’ simili a quelle della Farnesina, se non addirittura peggiori.

Il settore privato viene troppo idealizzato. Si’, forse la carriera e’ piu’ veloce (ma cio’ dipende anche dal settore).

Spesso il lavoro nel settore privato vuol dire vendere un prodotto commerciale. E vendere – come si sa - e’ difficile.

Come ho osservato precedentemente, anche il diplomatico vende un prodotto di successo, il “brand Italy”.

Credetemi: pur con tutte le difficolta’ del momento, il “brand Italy” all’estero si vende ancora bene.

Nel vendere il “brand Italy” avanzate gli interessi del Paese e rendete dunque un servizio alla collettivita’.

Questo e‘ un motivo di gratificazione profonda.

Infine, un ulteriore motivo di conforto.

Non si creda che i giovani diplomatici stranieri se la passino molto meglio di quelli italiani.

Chi ha avuto occasione di trascorrere prolungati periodi di distacco presso altre cancellerie europee ne e‘ spesso tornato rivalutando la Farnesina.

Dunque, e’ importante e’ non mollare. Soprattutto non mollare subito.

Anche io al mio ingresso in Carriera ho avuto i miei momenti di scoraggiamento.

Come me altri colleghi. E’ naturale. E’ umano.

Se il vostro primo incarico vi delude, tenete duro. Ricordate che e’ solo il primo di una lunga e variegata serie.

Se proprio non resistete, potrete cercare di essere destinati ad un altra direzione generale/servizio.

Svolgerete mansioni che vi sono forse piu’ congeniali. Troverete colleghi con cui sarete in maggiore in sintonia.

Ricordate comunque che si tratta solo del primo periodo di servizio metropolitano.

Infine, mantenete la prospettiva. Il servizio metropolitano e’ solo una faccia della medaglia.

Tra colleghi si scherza dicendo che la vera sede disagiata della Carriera diplomatica e’ Roma (che e’ invece considerata un plum assignment dai colleghi stranieri)

Chi intraprende la Carriera diplomatica lo fa generalmente per vivere l’esperienza estera.

La vita del diplomatico all’estero e’ piu’ stimolante, sia sul piano professionale che su quello personale, di quella in Italia.

Nessun commento:

ShareThis

 
Template by Blografando