19 marzo 2008

Lezioni diplomatiche dalla blogosfera

Tra i motivi che mi hanno indotto ad aprire il blog vi e’ stato quello egoistico di mantenermi in esercizio.

L’ufficio che ricopro adesso ha caratteristiche soprattutto operative e rispetto al passato impegna meno le mie capacita’ redazionali.

Non ho talento per la narrativa e la mia abilita’ redazionale ha finora trovato il suo alveo quasi esclusivamente nei generi letterari tipici della Casa (rapporti, messaggi, telegrammi, lettere, ecc.).

I diplomatici sono degli scrittori compulsivi.

Gran parte della loro attivita’ ruota attorno alla parola scritta. Carriere brillanti – dentro e fuori la Farnesina - sono costruite intorno ad eccezionali capacita’ redazionali.

Del resto, lo stesso concorso diplomatico verifica in primo luogo la capacita’ del candidato di esprimersi in forma scritta.

Per avere un’idea della propensione diplomatica alla redazione esiste un volume a cura di Stefano Baldi e Pasquale Baldocci, intitolato “ La Penna del Diplomatico” che e’ un catalogo delle opere scritte dai diplomatici italiani dal dopoguerra.

Trovate il link a questo volume qui.

Il blog dunque anche come sfogo.

Tuttavia strada facendo l' esercizio e’ stato una rivelazione sulle potenzialita’ di questo particolare strumento di comunicazione.

Il blog e’ un tipo di sito web dalle caratteristiche dinamiche. E’ una sorta di diario in ordine cronologico inverso.

Come strumento di comunicazione il blog e’ assai piu’ flessibile ed immediato di un sito web classico.

Sono in buona compagnia. Bloggano infatti oggi anche i Ministri degli Esteri.

Un esempio e’ il Foreign Secretary britannico, David Miliband, che blogga dalle pagine del sito del Foreign Office.

Il suo diario offre – in diretta- un accesso senza precedenti alla mente di un Ministro degli Esteri.

Il tono e’ informale, personale, diretto.

Si denota una freschezza difficilmente eguagliabile dalla forma preferenziale di espressione del punto di vista istituzionale di un Ministro (generalmente il comunicato stampa o l’intervista).

Anche il Ministro degli Esteri spagnolo Moratinos ha un suo blog personale che ha pero’ un tono un po’ meno spontaneo di quello di Miliband.

A parte offrire un canale di comunicazione immediato per il Ministro, mi sono venute in mente un paio di altre applicazioni che potrebbero essere utili nel lavoro diplomatico delle Ambasciate all’estero.

Il primo prevede da parte del Capo Missione la scrittura regolare di un blog in cui registrare la propria attivita’.

Il blog permette di creare categorie in cui incasellare le varie “entries”.

Da tale strumento ne guadagnerebbe la preservazione della memoria storica di un’Ambasciata.

Una delle caratteristiche del lavoro diplomatico e’ l’elevato livello di “turnover”, di rotazione negli incarichi.

E’ una sfida creare e preservare un patrimonio di informazione sui dossier, sulle persone, su un Paese da cui possano attingere nel tempo funzionari diversi.

Si', nelle Ambasciate ci sono gli archivi ma l'informazione per esser utile deve essere "actionable" e di immediato e facile reperimento.

Pensate a Google.

Con un tale tipo di blog si creerebbe un archivio vivo di assai piu’ facile consultazione sull’attivita’ del diplomatico.

Tale tipo di registrazione permetterebbe di rimediare ad una delle criticita’ tipiche del lavoro diplomatico che si manifesta al momento del passaggio di consegne tra due Capi Missioni.

Oggi piu’ che mai si chiede ai diplomatici di “hit the ground running”, di essere immediatamente operativi negli incarichi al loro arrivo in sede.

Blog simili potrebbero essere tenuti non solo dai Capi Missione ma anche da funzionari di piu’ basso livello (ad es. il capo di un ufficio commerciale, culturale o di una cancelleria consolare)

Si ridurrebbero i tempi di familiarizzazione con i temi di pertinenza di una sede.

Naturalmente per questo tipo di blog ci sono considerazioni di riservatezza. Esso dovrebbe essere protetto e risiedere su una rete non di pubblico accesso. Questa esiste gia' al MAE.

Il secondo possibile utilizzo e‘ l’apertura di un blog sulla rete nel caso di una crisi (che coinvolga ad esempio connazionali).

Il blog funzionerebbe da canale di informazione permanente.

Sarebbe un canale di facile aggiornamento e di immediata consultazione del pubblico (familiari, giornalisti).

Per tornare alle mie pulsioni redazionali, anticipo che sto ultimando la redazione di un ebook che amalgama alcuni dei post piu' utili finori apparsi sul blog.

Il testo sara' scaricabile dal sito. Sara' anche questa una risorsa gratuita.

Lo inviero' in anteprima a quanti sono gia' iscritti al feed, (via RSS o email), lo strumento per non perdersi l'uscita in tempo reale dei post del blog.

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