11 marzo 2008

Obiettivi e valutazione dei funzionari (2)

Riccardo mi chiede dell’incidenza di parametri “politici” sull’individuazione degli obiettivi annuali ai fini della valutazione del funzionario.

Non sono sicuro di aver capito bene il senso della domanda.

Immagino che egli intenda il “politico” nel senso di rispondenza agli indirizzi ed alle finalita’ strategiche dell’azione diplomatica del Paese cosi' come essi vengono definiti dalla dirigenza del Ministero degli Esteri (il Ministro cioe').

In tale accezione direi sicuramente di si’.

Sicuramente l'incidenza di questi parametri politici e’ proporzionale alle responsabilita’ ed al grado della Carriera.

Certamente il lavoro di un giovane Segretario di Legazione ha meno implicazioni politiche di quello di un Ministro Plenipotenziario o di un Ambasciatore.

Nel caso dei gradi intermedi della Carriera l'individuazione e la definizione degli obiettivi e' effettuata, nell'ambito delle varie Direzioni Generali e Servizi, all'interno stesso degli Uffici.

Nel corso del servizio all'estero gli obiettivi sono dati dal Capo Missione.

Nel caso degli Ambasciatori, al momento della partenza per la sede estera, viene loro rimessa una lettera firmata dal Ministro degli Esteri che dettaglia gli indirizzi di fondo della sua missione ed i temi prioritari della sua azione.

Come e' ovvio, tali istruzioni scritte vengono integrate nei contatti (diretti, epistolari, telefonici, ecc.) che il Ministro ha con gli Ambasciatori.

L'intensita' di tale flusso supplementare di istruzioni e' direttamente proporzionale alla frequenza delle occasioni di incontro e alla rilevanza delle questioni e degli interessi in gioco per l'Italia.

E' ovvio che il Ministro si veda e/o si senta piu' spesso con l'Ambasciatore d'Italia a Washington, che con quello a Wellington.

Per fare un altro esempio, l'azione diplomatica a Bruxelles (UE) o a New York (Nazioni Unite) richiede un fine tuning costante tra funzionari (i c.d. Rappresentanti Permanenti) e dirigenza politica.

Infine, oltre all'indirizzo politico che gli Ambasciatori ricevono dal Ministro degli Esteri esiste quello che essi ricevono da Vice Ministri e Sottosegretari che agiscono nell'ambito di una delega (geografica e/o per materia).

L'affiliazione partitica di tali personalita' non sempre coincide con quella del Ministro degli Esteri.

Possibili "distonie" non vanno comunque enfatizzate.

La macchina amministrativa sa infatti di far capo alla Farnesina ad un unico e superiore centro di responsabilita' politica: il Ministro (anzi, come si dice e scrive nel linguaggio del palazzo, l'Onorevole Ministro).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sì, è esattamente quello che intendevo con la mia domanda.
Grazie per la puntuale risposta.

Riccardo.

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