28 aprile 2008

L'era della diplomazia olistica?


Sono del Capricorno, segno zodiacale di personalita’ razionali, un po' prevedibili, ma anche tenaci ed affidabili.

Caratteristiche forse utili in un diplomatico, ma come dice benevolmente mia moglie, certamente preziose in un marito.

Il Capricorno (assieme ad altri segni) e’ un po’ il poster boy di quella conventional wisdom che fa prevalente affidamento sull'emisfero sinistro del suo cervello, quello della logica e della razionalita', a scapito dell'emisfero destro, quello dell'intuito e della creativita'.
In effetti, il pensiero dominante attribuisce un valore positivo a processi mentali basati piu’ sulla logica che sull’intuito. Dall'Illuminismo in poi del resto si tende a diffidare di cio' che non risponda a ragione e logica.
La scuola ed il mondo del lavoro sono impostati in modo tale da valorizzare processi cognitivi basati sull’emisfero sinistro cerebrale e dunque lineari, sequenziali, logici.
Ma le cose stanno cambiando. E in fretta. Colpa della concomitanza di tre fattori che cominciano per “A”:

  • Abbondanza (cioe’ la disponibilita’ di prodotti vari e a basso prezzo che distoglie l’individuo dal perseguimento di gratificazione materiale a vantaggio di una ricerca di trascendenza e di significato sul piano emotivo e spirituale);
  • Asia (cioe’ la de-localizzazione e l’outsourcing a basso costo dei processi produttivi);
  • Automazione (cioe’ il personal computer).

E’ questa la tesi di fondo di un libro che ho letto recentemente e che mi ha molto colpito.
Si tratta di A Whole New Mind: Why Right-Brainers Will Rule the Future di Daniel H. Pink.

Daniel Pink e' stato lo speechwriter di Al Gore e Robert Reich (ex Segretario del Lavoro americano) .

"A whole new mind", come anche il precedente Free Agent Nation: The Future of Working for Yourself e’ stato a lungo nella Top 10 del New York Times.

Sintetizzo alcune delle opinioni di Pink.

Il futuro appartiene ad un tipo diverso di lavoratore: creativi ed empatizzatori,
artisti, inventori, designer, pensatori, cantastorie, sono destinati a cogliere i maggiori benefici (materiali ed emotivi) della societa’ che stiamo costruendo senza capirne ancora a fondo le implicazioni rivoluzionarie.

Ci stiamo muovendo da una societa’ basata sulla logica, lineare, consequenziale, ad una societa’ non lineare, intuitiva, empatica, la societa’ della cosiddetta Eta’ Concettuale basata su un approccio olistico alla vita ed al lavoro e fondata non su cinque ma su sei sensi:

  • Design
  • Storia
  • Sinfonia
  • Empatia
  • Gioco
  • Significato

Secondo Pink perche individui ed organizzazioni sopravvivano nell’Eta’ Concettuale occorre chiedersi:


  • Puo’ qualcuno all’estero fare in maniera piu’ economica quello che stai facendo?
  • Puo’ un computer farlo piu’ velocemente?
  • C’e’ domanda per cio’ che offri nell’eta’ dell’abbondanza?

Se la risposta alla domande 1 e 2 e’ si’, o se la risposta alla domanda 3 e’ no, siete (siamo) nei guai.

Che riflessi ha tutto cio’ per la diplomazia?

La funzione diplomatica appare ancora relativamente isolata dal mutamento epocale descritto da Pink. Gli Stati avranno ancora nel breve - medio termine bisogno di diplomatici.

Tuttavia, se le tendenze descritte da Pink si dovessero consolidare e, soprattutto, se la diplomazia le dovesse subire inerte non si potrebbe escludere che anche questa nobile ed antica funzione subisca l'effetto di quello che appare uno tsunami.

Sto preconizzando un outsourcing della diplomazia, magari non a chi la pratica ad un costo minore ma in maniera piu’ efficace? Qualche tempo fa la rivista Monocle, tra il serio ed il faceto, faceva proprio questa ipotesi suggerendo agli Stati le cui quotazioni internazionali sono in ribasso di affidarsi ai norvegesi!

Se cio’ sembra fantascienza, guardiamo a quello che succede nel campo militare.

In Iraq gli americani appaltano in modo sempre piu’ diffuso a societa’ private compiti e funzioni di sicurezza tipicamente svolti da un esercito.

Tale scenario appare comunque ancora molto al di la’ da venire.

Credo invece che nel breve –medio termine il cambiamento radicale determinato dall’Eta’ Concettuale non potra’ non avere riflessi sulle modalita’ della funzione diplomatica.

Per analogia da quanto preconizzato da Daniel Pink, derivo dal suo libro l’auspicio di una generazione di “diplomatici olistici” che attingano sempre di piu' alle risorse dell'emisfero destro.
La diplomazia come strumento di soluzione dei conflitti e dei contenziosi tra gli Stati non e' necessariamente il terreno di esercizio del pensiero out of the box che attinge all'emisfero cerebrale destro.
Che certe crisi internazionali da anni incancrenite abbiano oggi un disperato bisogno di soluzioni creative e coraggiose e' sotto gli occhi di tutti.

Il nostro tempo - nella diplomazia cosi' come anche in altre sfere - richiede dunque un salto di qualita'. Forse la premessa di questo salto di qualita' e' un salto logico dai solchi lineari e rassicuranti dell'emisfero cerebrale sinistro, alle immagini psicheliche da test di Rorschach di quello destro.
Dai giovani che si avviano alla carriera diplomatica sara' dunque non solo lecito ma forse anche necessario attendersi un contributo in tal senso.
E da parte della Casa sara' forse necessaria maggiore flessibilita' e creativita' nella produzione e nella circolazione delle idee

Le stesse modalita’ di reclutamento andranno forse riviste.
La necessita’ di diplomatici olistici richiedera' un allargamento del bacino di reclutamento anche a quanti abbiano un background nelle arti.
La diplomazia in quanto osservazione di processi politici, economici e sociali certamente potrebbe avvalersene.
Tutto cio’ premesso, la lettura avvincente di “ A whole new mind” mi ha se non altro convinto ad intraprendere quella del nuovo libro di Pink,The Adventures of Johnny Bunko: The Last Career Guide You'll Ever Need

Ne ho lette le prime 23 pagine– scaricabili gratuitamente qui.
Le ho trovate assai divertenti anche per l’approccio innovativo (da emisfero cerebrale destro) alla ricerca di un impiego in un mondo del lavoro in cui tutti i tradizionali punti di riferimento sembrano essere saltati.

La novita' di Johnny Bunko e' innanzitutto di natura grafica. Si tratta infatti del primo libro di consigli professionali scritto a fumetti (manga giapponesi per l'esattezza).

Un approccio non convenzionale, come non convenzionali sono le idee di Pink.
Eccone alcune :

  • There is no plan
  • Think strengths, not weaknesses
  • It's not about you
  • Persistence trumps talent
  • Make excellent mistakes
  • Leave an imprint

Geniale e coerente con l'approccio "out of the box" predicato da Pink e’ il videotrailer – strumento tipico del marketing cinematografico - utilizzato per la promozione del libro.


Johnny Bunko trailer from Daniel Pink on Vimeo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Questo post è per me di grande consolazione. Nata sotto il segno dei Pesci, mi reputo una persona romantica, creativa, intuitiva e sensibile. Zodiaco a parte, mi sono sempre chiesta se queste doti costituissero un intralcio alla carriera diplomatica e se, una struttura così gerarchica, avrebbe finito col soffocarle. Vorrei infatti esercitare una professione che possa, non solo canalizzare, ma anche valorizzare queste mie virtù. Beh, vorrà dire che le metterò al servizio del mio paese per renderlo migliore.
PS: dimenticavo, sono anche tremendamente idealista.
Silvia

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