13 settembre 2008

Concorso 2008: impressioni ed emozioni


Sono giunti alcuni commenti a caldo sulle prove scritte del concorso diplomatico 2008.

Rimando a questo commento per l'impressione di un candidato e trascrivo sotto quello pervenutomi per email da una candidata che chiamero' Laura (nome di convenienza).

Leggerli mi ha fatto rivivere l'emozione del concorso e, per connessione, pure quella della maturita'. Un po' come la madeleine proustiana e' riaffiorato il valzer delle emozioni della prova o, come meglio detto da Laura, "le montagne russe".

Capisco le vostre sensazioni,le mie, soprattutto al secondo tentativo, furono le stesse.

Dopo le cinque prove scritte avevo solo voglia di andare a divertirmi. Non toccai libro per 15 giorni.

Ando bene'. Anche in quel caso il tema di Storia verteva sul fatidico 1956. Mi auguro vi porti bene.

Caro DiploMentor,

sono da poco tornata da Roma. Ho consegnato tutte e cinque le prove del concorso. Io l'ho trovate tutte fattibili e sicuramente quest'anno ha giocato un buon ruolo il fattore C. Soprattutto per quanto riguarda diritto.

Le tracce erano tutte ben spiegate e la commissione molto disponibile a spiegare e dare delucidazioni.

Molti, anzi secondo me moltissimi, si sono ritirati. Io spero di aver fatto del mio meglio, sono molto soddisfatta di come ho affrontato la mia "bestia nera", ovvero economia. Essenzialmente, il tema era semplice perchè richiedeva di spiegare le forme e gli effetti del commercio internazionale, alla luce degli accordi commerciali esistenti e parlando delle difficoltà del WTO nel promuovere il libero scambio. Non mi è parso troppo difficile, sicuramente non mi sono addentrata specificatamente negli argomenti perchè su alcune questioni non mi sentivo sicura, ma tutto sommato credo di averlo fatto bene, ho analizzato il Doha Round e l'influenza che hanno gli accordi regionali sull'operato del WTO, certo la seconda parte del tema era molto libera potremmo parlare di fantapolitica visto che è ovvio che più gli stati si legano tra loro con accordi preferenziali al di fuori del WTO e più sarà difficile creare le condizioni per il libero scambio.

Inglese e francese sono stati tutto mediamente facili, Lo scopo di queste due prove -a mio avviso- è quella di constatare quanto si sa scrivere in lingua su argomenti di attualità e credo di avere fatto bene anch'essi, in particolare ho cercato di mantenere sempre un livello grammaticale alto (in inglese è stato più facile che in francese!).

Diritto è stata la prova che più spaventava i candidati. Ho assistito a vere e proprie scene di panico. Io probabilmente non mi ero resa conto del pericolo, perchè ero serena come una bambina che dorme. In realtà c'era ben poco da essere sereni: la traccia estratta è stata - per fortuna - abbordabile: il ricorso all'uso della forza disciplinato nell'ambito della carta ONU e con particolare riguardo alla prassi degli ultimi 20 anni.

Se fosse uscito il tema di comunitario probabilmente me ne sarei andata. Era una cosa tipo "I principi giurisprudenziali che hanno ispirato la CGCE da Maastricht a Lisbona".

Quando il Presidente della commissione l'ha letto, c'è stato prima un boato e poi un applauso liberatorio.

Il tema di storia è stato MERAVIGLIOSO: Gli effetti internazionali della destalinizzazione in URSS. Che spettacolo! Mi sono proprio divertita a scriverlo!

Sono giunta alla conclusione che fare il concorso provoca le stesse emozioni delle montagne russe: dapprima ne hai paura, poi, una volta che hai deciso di salirci puoi avere due tipi di reazione: o vomiti e decidi di non farlo mai più oppure ne sei entusiasta e ci riprovi. Questo è ciò che provo io al momento: se quest'anno non va risalirò in carrozza il prossimo. Il mio desiderio di entrare alla Farnesina è troppo forte, spero di aver fatto i temi bene, ora posso solo aspettare!

(photo credit:Haap)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per me, che sono un grande appassionato di sport, l'esperienza del concorso è stata simile ad un incontro di pugilato.

Diviso in 5 round della durata di 4 ore di media, il concorso diplomatico è un'esperienza che ti mette di fronte ai tuoi limiti psicofisici, sfidandoti a superarli.

Come per un incontro per il titolo, è necessaria una preparazione totale, che può richiedere anche più di un anno. Ci vuole incrollabile determinazione, strategia e tantissima self-confidence.

La lunga camminata verso la caserma rassomiglia alla camminata che conduce i pugili sul ring. La ritualità delle procedure burocratiche riecheggia la presentazione ufficiale dei pugili sul tappeto, con la quale si ricorda lo score dei due contendenti e le regole fondamentali. Sia al concorso che sul ring, si sa, è solo una formalità, tutti sanno a cosa vanno incontro; tuttavia il rito fa parte del gioco e serve a far aumentare la tensione, che sale alle stelle.

Poi la lettura della traccia. Il suono della campana.

Ogni giorno/round richiede il massimo da te. Non importa quanto poco tu possa aver dormito la sera precedente o quanto poco tu abbia mangiato. Dal suono della campana, per 3 o 5 ore, dovrai dare il meglio di te e portare a casa quel round.

Al concorso, purtroppo, non puoi mandare KO il tuo avversario. Al contrario, puoi vincere solo ai punti e devi vincere tutti i round, non puoi concederti alcuna flessione. Al massimo puoi sperare di pareggiarne uno, ma solo a patto di tornare sul tappeto e stravincere il round seguente.

Il concorso, però, può decisamente metterti KO. Un tema che non conosci, il panico, l'abbandono. La paura di giocarsi una chance, inoltre, induce molti a non tentare affatto.

Arrivare in fondo, dunque, è già un piccolo successo. Infatti, meno di un quinto degli iscritti iniziali riesce a superare le preselezioni e a completare le cinque prove. E tra questi ci sono ancora molti che pur sapendo in cuor loro di aver perso ai punti, possono dirsi soddisfatti almeno per non essersi fatti mettere al tappeto.

Non so se concordare con Laura alla quale il concorso è “piaciuto”. Non credo di poter dire lo stesso. Posso però dire di aver certamente dato il massimo e aver lottato per la vittoria fino all'ultima campana. Sono fiero di me. E adesso... aspettiamo i cartellini dei giudici!

ShareThis

 
Template by Blografando