10 settembre 2008

Diplomazia,intelligence ed innovazioni tecnologiche


Per interesse professionale registro con attenzione le best practises diplomatiche straniere, in particolare quando accolgono innovazioni tecnologiche.

Le cancellerie diplomatiche sono infatti note per la loro prudenza e ponderazione non solo nel processo decisionale ma anche nell'abbracciare l'innovazione.

Dagli americani c'e' ancora molto da imparare. Fa dunque riflettere il fatto che due istituzioni per loro natura non solo complesse ma anche guardinghe come il Dipartimento di Stato e la CIA abbiano incorporato nella rispettiva attivita' quotidiana strumenti di social networking e di web 2.0.

La CIA ha istituito una specie di Facebook interno "per congiungere i puntini" cioe' collegare il mare di informazioni raccolte da quella galassia di agenzie che costituisce la comunita' dell'intelligence americana.
L'incapacita' di "connect the dots" fu indicata dal rapporto del Congresso come una delle principali ragioni dell' intelligence failure dell'11 settembre.

Se la CIA incoraggia il social networking delle spie, il Dipartimento di Stato ha da parte sua creato "Diplopedia", la sua Wikipedia interna. Il suo funzionamento e' descritto in quest'articolo.

Sono quelle degli americani delle esperienze mutuabili anche in Italia?

Non mi avventuro nel territorio dell'intelligence.

Per quello che riguarda il Ministero degli Esteri, direi che la Farnesina ha gia' al suo interno una spiccata cultura della condivisione e della co-produzione delle informazioni e delle idee.

Faccio un esempio. Una delle attivita' tipiche al MAE e' la preparazione della documentazione a supporto degli incontri internazionali da parte delle autorita' istituzionali italiane.

Si tratta di un esercizio complesso, di natura cooperativa che vede coinvolti sia gli uffici all'estero che quelli centrali. Le esigenze di sintesi si sposano a quelle di tempestivita' e rilevanza. Generalmente c'e' un capofila (una Direzione Generale) incaricata del coordinamento, della collazione ed impaginazione.

Ogni volta e' come chiudere in stampa un giornale (fibrillazioni incluse). Solo che il giornale va in mano al Ministro degli Esteri, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Repubblica.

Benche' l'esigenza del coordinamento sia obiettiva, nel processo redazionale c'e' un collo di bottiglia.

Il meccanimo adottato dal Dipartimento di Stato decritto nell'articolo aggira questo difetto esaltando la natura cooperativistica del wiki (parola hawaiana per "veloce").

La documentazione resta aperta costantemente ad integrazioni ed aggiornamenti in tempo reale e non e' mai del tutto chiusa.

Il processo responsabilizza i partecipanti. Tutti possono contribuirvi ma restano le impronte di chi scrive.E questa e' una garanzia di trasparenza ed un vincolo di correttezza ed obiettivita'.

Chi segue la campagna elettorale presidenziale in corso in America avra' notato che l'annuncio dell'inclusione nel ticket repubblicano del Governatore dell'Alaska Sarah Palin e' stato preceduto dalle febbrile riscrittura, con tono adulatorio, del suo profilo biografico su Wikipedia.

Ma e' stato facile individuare il pregiudizio partigiano (pro-repubblicano) del redattore dell'ultima ora.

Il wiki e'dunque uno strumento che si presta all'utilizzo da parte di organizzazioni gia' predisposte alla condivisione ed alla produzione cooperativa di informazioni ed e' dunque ragionevole attendersi una sua prossima e diffusa adozione.

Anticipo la prevedibile obiezione. "La natura decentralizzata del wiki lo rende
potenziale preda di sabotatori". E' questo infatti l'argomento ricorrente ad esempio contro Wikipedia (oltre al sabotaggio vi e' anche l'accusa di dilettantismo).

Gli studi dimostrano pero' la sostanziale equivalenza in termini di scientificita' ed affidabilita' di Wikipedia rispetto, ad esempio, all'Enciclopedia Britannica.

Le inesattezze esistono anche sulle enciclopedie cartacee. Nel caso di Wikipedia la comunita' dei redattori svolge pero' funzioni di "gatekeeper" in tempo reale rimuovendo rapidamente e correggendo le inesattezze riportate. Il meccanismo del wiki assicura peraltro trasparenza perche tiene traccia delle versioni che vengono progressivamente redatte.

Per chi fosse interessato The Wisdom of Crowds di James Surowiecki e Wikinomics di Tapscott e Wiliams spiegano molto meglio di quanto io non sappia fare la superiorita' dei processi di produzione intellettuale cooperativistici.

Per tornare alla diplomazia, nel caso della Diplomedia del Dipartimento di Stato non si temono ne' dilettantismi ne' sabotaggi.

La comunita' dei redattori si autodisciplina. Manca l'interesse a sabotare un documento.

Come si osserva argutamente nell'articolo, esistono infatti tanti modi per suicidarsi nella carriera diplomatica.

Sabotare il wiki del Dipartimento di Stato, letto e consultato da Condoleezza Rice costituirebbe l'ultima (ed elaborata) modalita' di una lunga serie.

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