13 ottobre 2008

Generation Blend

In un recente transito aeroportuale ho acquistato Generation Blend:Managing Across the Technology Age Gapdi R. Salkowitz, una ricerca commissionata dalla Microsoft.

La sintesi che ne ho fatto in una ventina di slide non rende giustizia ad un testo stimolante e ricco di spunti intelligenti.


Il confronto intergenerazionale analizzato da Salkowitz si consuma invisibilmente e determina un cambiamento strisciante ma inesorabile delle abitudini sul posto di lavoro.

Tale cambiamento non ha certamente le manifestazioni sensazionali e destabilizzanti di quello determinato in questi giorni dagli spasmi della "crisi distruttiva" schumpeteriana in cui il capitalismo sta incorrendo.

Ha tuttavia con questa un comune denominatore. E cioe' il bisogno di fondare relazioni su un capitale essenziale per la societa' umana: la fiducia.


L'esigenza della fiducia

La fiducia e’ il lubrificante delle relazioni sociali. Senza di essa i meccanismi sociali - come il credito - sono destinati ad incepparsi.

Consolidare un capitale di fiducia e’ l’obiettivo non solo della societa’ in generale ma anche dell'ambiente di lavoro del futuro che sara' il prodotto del confronto tra tre generazioni (baby- boomers, generazione X e generazione Y) ciascuna latrice di valori, aspettative e talenti diversi.

Un esempio per tutti: come si conciliera' il presenzialismo in ufficio tipico della cultura del lavoro dei "baby-boomer" con il multi-tasking, il networking e l'esigenze di telelavoro e di maggiore equilibro tra lavoro e vita delle generazioni X e Y?

L'ufficio dei prossimi anni ne potra’ uscire solo stipulando un nuovo contratto intergenerazionale dal quale tutti gli azionisti (stakeholder) escano con la consapevolezza di non aver compromesso i propri valori essenziali.

L'istituzionalizzaione del mentorato


Al riguardo tra gli interessanti suggerimenti del libro di Salkowitz per cementare una solidarieta’ intergenerazionale all’interno delle aziende e’ quello del mentorato.

Salkowitz cita ad esempio il programma realizzato sotto Jack Welch da General Electric in cui 600 alti dirigenti del colosso americano presero sotto la loro ala altrettanti “junior manager” realizzando uno scambio reciproco di competenze, esperienze, talento che ha accorciato con successo la distanza gerarchica ed anagrafica del management della compagnia americana. E riducendo anche il digital divide esistente tra le due generazioni.

Si tratta solo di uno dei possibili modelli applicabili alla partita in gioco in tutte le grandi organizzazioni burocratiche. Tra gli esiti di questa partita vi sara’ anche la maggiore o minor appetibilita’/desiderabilita' di entrare a far parte di culture aziendali in sintonia con i valori della c.d. "generazione Y".

Tale partita si giochera’ anche in Italia e dunque anche nel microcosmo della Farnesina.

Non tenerne conto avra' riflessi negativi sull'appeal della carriera diplomatica e sulle prospettive di reclutamento del capitale umano futuro, impoverendo il bacino di reclutamento dei ranghi futuri della diplomazia italiana e di conseguenza la sua qualita' complessiva.

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