25 novembre 2008

Come fare carriera in diplomazia


Ero da pochi mesi entrato alla Farnesina quando un collega piu' anziano, molto intelligente e simpatico ma piu' noto per le sue "pasquinate" che per l'impegno in ufficio, mi regalo' un elegante foglio di carta di riso contenente l'elenco di "Quaranta assiomi, vecchi e nuovi, per una brillante carriera in diplomazia."

Senza specificarne ulteriormente la fonte li attribui' ad un collega inglese che glieli avevi anni prima passati.

Si tratta di un compendio anonimo di pillole di saggezza diplomatica, di consigli, non privi di cinismo, per sopravvivere agli "office politics" tipici di una grande burocrazia.

Non li condivido necessariamente, ma ne apprezzo l'umorismo tipicamente britannico.

Poiche' negli anni ne ho sperimentato la validita' e talvolta anche l'efficacia, ve ne proporro' dunque alcuni, in inglese, in una serie di post.

In questo, comincero' dall'ultimo che, come nel "Signore degli Anelli" di Tolkien ("One Ring to rule them all..."), comprende tutti i quaranta assiomi precedenti:

"Real careers are made outside the Ministry, but certainly not abroad".


(photo credit: Dave Jones)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Io, invece, avevo sentito da alcuni Suoi colleghi italiani che "la vera sede disagiata è Roma, ma è lì che si fa carriera".


Cordialmente

Antonio ha detto...

Caro Diplomentor,

in una situazione drammatica come quella avvenuta a Mumbai, qual'è il ruolo dei diplomatici in servizio presso la missione in loco (ad es. nel supporto ai connazionali coinvolti ed ai loro familiari in patria)? Le è mai capitato di dover affrontare una pericolosa fase di crisi in un paese in cui stava svolgendo le proprie funzioni?

Cordiali saluti.

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