1 dicembre 2008

Simulazioni diplomatiche: Model United Nations


Per familiarizzare agli ambienti ed alle tecniche negoziali sono particolarmente efficaci le conferenze di simulazione.
L'obiettivo e' di avvicinare gli studenti al modello delle carriere internazionali attraverso un percorso di studio e di approfondimento delle tematiche inerenti il diritto internazionale, l’economia e le relazioni internazionali

Le conferenze di simulazione costituiscono un'attivita' pratica consentendo di calare le conoscenze accademiche in una arena diplomatica e permettendo a migliaia di partecipanti provenienti da tutte le parti del mondo di confrontarsi sui temi dell’agenda internazionale.

Una risorsa per saperne di piu' e' il sito di "Diplomatici", associazione costituita da studenti universitari e da giovani professionisti che cura e gestisce la partecipazione degli studenti italiani ai "Model United Nations" (MUN).

"Diplomatici " è il primo ente italiano ad avere preso parte ai MUN. Nata nel 2000 come esperienza legata esclusivamente alla città di Catania, oggi è presente con le proprie iniziative su tutto il territorio nazionale finalizzate alla partecipazione ai MUN, un formato creato negli anni '50 dagli studenti di Harvard e poi velocemente diffusosi dagli Stati Uniti al mondo intero.

Alla rete internazionale dei MUN sono collegate oltre 250 università e 200 scuole superiori rappresentative di tutti i Paesi del mondo.

Uno dei partecipanti a DiploMentor 2.0, Mirko Montuori, mi ha offerto una interessante testimonianza sul Milan International Model United Nations (MILMUN) promosso dagli studenti universitari milanesi che terra' nel maggio 2009 la sua quarta edizione.

Si tratta di una simulazione delle attività di organi e comitati delle Nazioni Unite per studenti di ogni nazionalità. Per una settimana, circa 150 giovani interessati a tematiche di politica internazionale e selezionati via internet si riuniscono tra le stanze e i corridoi di Palazzo Clerici, sede dell'ISPI, e assumono il ruolo di diplomatici in seno al Consiglio di Sicurezza, l'ECOSOC, comitati dell'Assemblea Generale come il DISEC, il Consiglio dei Diritti Umani, l'UNDP, il WTO. Le simulazioni si svolgono in inglese e ogni partecipante rappresenta un Paese diverso da quello di origine, per permettergli di "mettersi nei panni" del rappresentante di un altro Paese e favorire il dialogo.

Alcuni mesi prima di partecipare, gli studenti si preparano seguendo i consigli e le scadenze dei "chairpersons" e del Segretario Generale.

Generalmente la preparazione verte sulla politica estera del proprio Paese, il funzionamento e la struttura dell'organo o comitato e due tematiche specifiche da affrontare (sulle quali va presentato prima della partecipazione un position paper riassuntivo). Al termine della settimana si giunge alla conclusione dei dibattiti, che dovrebbero concretarsi in risoluzioni (da redigere seguendo fedelmente le rules of procedure relative all'organo o comitato).

Il MILMUN è organizzato a Milano con la partecipazione dell'ISPI e dell'Università Bocconi. L'Associazione MILMUN, e' una ONLUS (in cio' differenziandosi da "Diplomatici") costituita da giovani sotto i trent'anni che fornisce formazione politica di alta qualità, possibilità di scambi culturali e prospettive di carriera di tipo globale.
Tali scopi sono perseguiti oltre che attraverso la simulazione in conferenze annuali anche con corsi di formazione ed altri eventi.

Il MILMUN ha di recente avviato una collaborazione con l'UNCCD (United Nations Convention to Combat Desertification) presso la quale sara' presto accreditata.

Altri MUNs sono attivi in Europa (a Ginevra, Zagabria, Salamanca, Bonn e L'Aia) e sono coordinati in un network europeo, EMUNNET.

Per maggiori informazioni sul MUN milanese rimando al suo sito

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(photo credit: Mirko Montuori)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Gentile DiploMentor,

Volevo con questa mia porle un'interrogativo in vista di una futura partecipazione al Concorso Diplomatico.
L'argomento concerne la possibilità di presentarsi con una terza lingua ed un campo di specializzazione tra quelli contemplati nel bando, ovviamente nella beneaugurata eventualità di passare l'ostacolo degli scritti.
Pubblicando questa richiesta come commento off-topic, devo in primo luogo scusarmi con Lei e con i suoi lettori.

Quanto alla domanda: saprebbe darmi/ci delucidazioni sul grado di conoscenza richiesto per una lingua asiatica?

Sono ben consapevole che l'eventuale interrogazione non può che vertere su argomenti "alti".
Tuttavia ritengo, e qualsiasi linguista (quale io non sono) credo confermerebbe, che l'apprendimento non dico ottimale ma soddisfacente di una lingua extra-europea, ed in particolar modo quelle estremo-orientali, non sia paragonabile (per tempo e fatica) a quanto possa richiedere il Francese o l'Inglese.
Alla luce di quanto esposto, nel ponderare se presentarsi o meno al momento della candidatura con una terza lingua, quali sono i suoi consigli?
Non bocciarsi da soli e farsi giudicare dalla Commissione mi parrebbe un giudizio saggio e scontato.
Ma credo Lei comprenda le premure di rito. Viene dunque da chiedersi: fallire nella prova "facoltativa" potrebbe pregiudicare l'esito complessivo del Concorso? Mi dilungo ed azzardo un'ulteriore domanda: nell'eventualità di passare con successo scritti, orale e prova supplementare linguistica, crede che la propensione ad un'area geografica (di fatto e di norma la specializzazione in un'area di cui al Bando summenzionato) venga effettivamente considerata dalla Farnesina per la futura carriera del giovane diplomatico (leggasi: chi conosce la lingua, gli usi, la storia di un determinato paese viene poi comunque inviato, al primo incarico all'estero, in tutt'altro continente?).
In vista delle imminenti prove orali credo che una sua opinione a riguardo possa essere illuminante anche per i fortunati e bravi che attendono di prendervi parte il 10 dicembre.

Auguro loro il successo, che certamente meritano, e ringrazio Lei e la sua gentilezza.

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