14 gennaio 2009

Concorso 2008: testimonianza di una vincitrice


Venticinque giovani italiani preparano in questi giorni l'ingresso in una Casa che non e' quella del Grande Fratello.

Sono i 25 vincitori del concorso diplomatico 2008 destinati a prendere servizio alla Farnesina nei prossimi mesi.

E' per loro il coronomento di un impegno pluriennale, un punto di inizio e non solo un traguardo.

Ho chiesto ad una di loro di raccontare la sua esperienza, come si e' preparata ed ha affrontato il concorso.

Posto dunque qui di seguito la sua testimonianza sotto lo pseudonimo di Faber (fortunae suae).


"Sono trascorse poche settimane da quando ho potuto constatare che non sbagliava affatto il diplomatico che, quasi un decennio fa, mi disse che, per quanto oggettivamente difficile e selettivo, il concorso per la carriera diplomatica non era una meta irraggiungibile, purché preparato con serietà e determinazione.

Mi è stato chiesto spesso, negli ultimi giorni, quale sia stata l'alchimia che mi ha permesso di superare questa grande prova. Guardando il mio percorso col senno di poi, credo che a renderlo vincente sia stata soprattutto la capacità di concepirlo come lineare e coerente rispetto al fine cui tendeva, associata ad un grande impegno. L'inevitabile stanchezza non si è mai trasformata in sconforto: é bastato non perdere mai di vista l'obiettivo finale.
Pur riconoscendo alla variabile indipendente "fortuna", il ruolo che le spetta, credo sia importante avere sempre tra le mani un'arma contro un infondato fatalismo: "Faber est suae quisque fortunae."

I successi che hanno costellato il mio cammino, e che penso sopraggiungano ogni qualvolta si abbracci un impegno con passione, hanno finito per convincere anche i miei genitori della fondatezza della mia ambizione, inizialmente concepita come chimerica e idealistica. E' stato grazie al loro sostegno che ho potuto arricchire il mio percorso con esperienze che lo hanno reso più fruttuoso e più piacevole da compiere.

Benché la mia passione per la carriera diplomatica risalga a tempi più remoti, il primo passo concreto per avviare la preparazione al concorso è consistito nell'iscrizione al corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche in una città a misura d'uomo del Nord Italia. Così facendo, ho avuto modo di studiare tutte le materie delle prove scritte del concorso e di sviscerarle con corsi di approfondimento. Ad esempio, allo studio della Storia delle relazioni internazionali, ho affiancato corsi facoltativi di Storia delle relazioni internazionali dell'Africa, dell'Asia, degli Stati Uniti, dell'America Latina ecc. Lo stesso per lo studio dell'economia, aggiungendo ai classici corsi di Microeconomia, Macroeconomia ed Economia internazionale lo studio dell'Economia dei paesi sottosviluppati, delle Politiche dell'OMC, ecc.
In breve, dal momento che la Facoltà lasciava un'ampia discrezionalità nella costruzione del piano di studi, ho sfruttato la possibilità di organizzare il mio percorso secondo gli insegnamenti che più avrebbero potuto essermi utili per il concorso.

Credo che un'ottima decisione sia stata quella di profittare al massimo delle opportunità offerte dalla maggior parte delle Università italiane.
In particolare, ho trascorso più di due dei cinque anni di studio universitario all'estero.
Ho scelto di effettuare la prima esperienza in un paese anglofono. Oltre che per il perfezionamento della lingua, trascorrere un anno all'estero mi è stato utilissimo per appropriarmi di un metodo di studio nuovo, apprendere le regole di scrittura di paper accademici (utilissime per la redazione dei temi del concorso), imparare a parlare in pubblico, grazie alle indispensabili "Presentations" e sviluppare la capacità critica, stimolata più dalle lezioni in formato "Seminar" che dalle classiche lezioni frontali, che nella mia Università italiana erano spesso la regola.

Arricchita non solo sotto il profilo accademico, ma anche umano, dal primo, riuscitissimo esperimento, ho deciso di replicare, questa volta in un paese francofono, in modo da rinforzare il mio francese. Il programma Erasmus mi ha offerto questa opportunità e sono partita, con un bagaglio carico di entusiasmo, alla volta della Ville Lumière per un anno di studi. Ancora una volta, il bilancio è stato totalmente positivo, tanto dal punto di vista della lingua che dell'elasticità mentale che si acquisisce immergendosi in un sistema universitario diverso dal proprio.

Mentre ero a Parigi, ho saputo di aver vinto una borsa di studio che mi avrebbe permesso di scrivere la mia tesi tra la capitale francese e quella americana. Era l'ennesima opportunità da cogliere. Era al tempo stesso lusinghiero vedermi assegnare un compito per me così importante e poter essere affiancata, nella stesura della tesi, da grandi nomi della storiografia americana e francese.

Dopo la laurea, la frequentazione di un corso di preparazione al concorso per la carriera diplomatica ha conferito un notevole valore aggiunto alla mia preparazione. L'utilità di questo anno post-universitario è consistita soprattutto nella sistematizzazione, in funzione del concorso, del sapere accumulato nel corso degli studi universitari.
Naturalmente, alla preparazione accademica, è stato fondamentale affiancare la lettura costante della stampa italiana e internazionale.

Oggi, credo di poter confermare l'idea della realizzabilità dell'aspirazione che accomuna i lettori di questo utilissimo blog.
La mole di lavoro è notevole e i programmi sono vastissimi, ma se si comincia a pianificare per tempo la propria preparazione, è certamente possibile continuare a condurre una vita "normale", alternando i momenti di studio a quelli di svago, importanti anche per favorire quello spillover di conoscenze che si manifesta più agevolmente in un ambiente disteso e informale.

Un grande in bocca al lupo a tutti."


(photo credit:caravinagre)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Semplicemente complimenti!
A settembre mi iscriverò a Forlì in Scienze internazionali e Diplomatiche e leggere un post come questo dà quella carica e fornisce quella speranza indispensabili per iniziare un percorso simile. Speriamo bene per me e un grande in bocca al lupo per la carriera di questo nuovo diplomatico.

Gero Di Bella

GiaDo ha detto...

Ottimo consiglio. Pianificare il proprio percorso di studi finalizzandolo al concorso diplomatico mi sembra la "strategia" migliore. Sono uno studente iscritto al 4 anno di Scienze Politiche, di cui due trascorsi tra Parigi e Bruxelles,ed il prossimo tra gli Stati Uniti e la Cina. L'esperienza di studio all'estero è sicuramente un arricchimento, ma non sempre permette di impostare il proprio percorso di studi in modo coerente con le materie di concorso. Devo riconoscere che, tra i miei coetanei, il concorso diplomatico è visto con scetticismo e sfiducia. Ho quindi apprezzato il tono positivo, incoraggiante e realistico di questo post.
GiaDo

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