20 febbraio 2009

Diplofatto 20.2.2009


La stampa italiana da’ notizia in questi giorni della “convocazione” dell’Ambasciatore italiano da parte del Ministero degli Esteri argentino.

Un Ambasciatore si reca regolarmente nel Ministero degli Esteri del paese in cui opera. E’ accreditato per questo. Il diplomatico ne ha una abituale frequentazione e vi intrattiene frequenti relazioni ai vari livelli (politico, funzionari) e a seconda delle tematiche di interesse bilaterale.

La “convocazione” di un ambasciatore assume pero’ un valore particolare, come denota lo stesso termine.

Il Ministero degli Esteri convocante intende inviare un segnale ed effettuare una rimostranza.

Tale rimostranza puo’ essere privata ma in certe circostanze si ritiene di darne risalto mediatico pubblicizzando la convocazione del diplomatico.

Chi ha letto i diari di Galeazzo Ciano avra’ notato la frequenza, in particolare nelle settimane concitate che precedettero l’inizio del secondo conflitto mondiale, con cui il Ministro italiano era solito convocare gli ambasciatori, talvolta con breve preavviso e in qualche caso anche ad orari scomodi (anche a tarda notte).

I tempi sono diversi ma la convocazione (del Capo Missione o in sua assenza dell’Incaricato d’Affari) puo’ effettivamente pervenire a stretto giro.

Chi convoca l’Ambasciatore? Il Ministero degli Esteri calibra il livello della rimostranza anche attraverso l’individuazione di chi somministra la reprimenda.

Esiste una dicotomia: politici - funzionari diplomatici.

Alla Farnesina, ad esempio, il Capo Missione puo’ essere convocato dal Direttore Generale geografico competente. Se si vuole alzare il livello della protesta al livello politico a convocare sara’ in prima battuta il Sottosegretario competente.

Raramente la convocazione e’ effettuata direttamente dal Ministro degli Esteri.

Allo stesso tempo, pur restando a livello di funzionari, se a convocare e’ il Segretario Generale o il Capo di Gabinetto del Ministro degli Esteri il paese destinatario della protesta capira’ la particolare rilevanza che da parte italiana e’ attribuita alla questione.

Il Segretario Generale e’ infatti il vertice amministrativo della diplomazia italiana. Il Capo di Gabinetto e’ il braccio destro operativo del Ministro.

Che fa il diplomatico convocato? Se ne ha il tempo si consulta con la propria capitale con cui concorda una cosiddetta “norma di linguaggio”, in sostanza cio’ che dovra’ replicare.

In assenza di tempestive istruzioni si aiutera’ col mestiere, argomentera’, spieghera’, smussera’, etc.

In qualche caso non potra’ far altro che “prendere e portare a casa”, ricevere la protesta e informarne la propria capitale.

(photo credit: quimpg)

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