16 febbraio 2009

Telegrammi lunghi e corti



Non c'e' (o non dovrebbe esserci) aspirante diplomatico che ignori il nome di George Frost Kennan.

Non e' questa la sede per ricordare la carriera dell' importante diplomatico americano morto centenario nel 2005. Gli studenti di Storia delle Relazioni Internazionali lo conoscono come "il padre del contenimento", della politica americana nei confronti dell'Unione Sovietica a partire dal 1947.

Il 'contenimento' trova la sua prima articolata e compiuta esposizione nel cosiddetto 'lungo telegramma', il documento di 8000 parole che Kennan, allora Ministro Consigliere a Mosca (il nr. 2 dell'ambasciata per intendersi) invio' nel febbraio del 1946 a Washington.

Destinato ad una vasta circolazione prima all'interno dell'amministrazione Truman il telegramma di Kennan fu pubblicato sotto lo pseudonimo di 'X' sulla rivista 'Foreign Affairs' nel giugno 1947.

Il "lungo telegramma" di Kennan e' uno degli esempi piu' celebri di questo genere letterario tipico della diplomazia. Altri celebri esempi sono il "telegramma Zimmermann" la cui divulgazione contribui' all'entrata in guerra degli Stati Uniti contro la Germania nel 1917 e il c.d.'dispaccio di Ems' ricostruzione strumentale da parte del Cancelliere Bismarck di un colloquio tra Re Guglielmo I e l'ambasciatore francese che forni' il pretesto per lo scoppio delle ostilita' tra francesi e tedeschi nel 1870.

Sotto diverso nome anche oggi il telegramma e' lo strumento abituale di comunicazione tra un Ministero degli Esteri e le rappresentanze diplomatico-consolari.

Il volume e la frequenza della corrispondenza tra la periferia ed il centro e' aumentato in questi anni in maniera esponenziale in cio' facilitato non solo dalla espansione dell' attivita' diplomatica ma anche dallo sviluppo dei mezzi elettronici di comunicazione.

Chi lavora alla Farnesina e' investito quotidianamente da un enorme flusso informativo proveniente dai quattro angoli del mondo. La gestione e l' assimiliazione di questo flusso e' una esigenza imperativa degli Uffici del MAE.

Non sempre vi si riesce sia per il sottodimensionamento della struttura ministeriale rispetto alle sue esigenze funzionali, sia per il cronico 'deficit di attenzione' dell'uomo moderno.

Oggi un documento come quello di Kennan, che coniuga raffinata capacita' di analisi ad una linea di azione, ha forse le stesse probabilita' di essere scritto ma ne ha certamente minori di essere letto.

I Ministeri degli Esteri sollecitano generalmente le sedi estere ad uno sforzo di estrema sintesi richiedendo ai propri Capi Missioni di elaborare comunicazioni succinte ed il piu' possibile operative.

Piu' che il 'lungo telegramma' oggi al diplomatico e' richiesta la redazione del 'corto telegramma' .

In questo genere il degno, ma meno famoso, corrispondente del lungo telegramma di Kennan e' quello inviato da Charles James Napier il comandante dell'esercito britannico che nel 1842 annesse all'Impero di Sua Maesta' la provincia indiana del Sindh (oggi in Pakistan).

L'annessione della vasta provincia andava al di la' delle istruzioni di cui il generale inglese era dotato. Acquisito il controllo della provincia egli invio' dunque ai suoi superiori un telegramma di una sola parola: 'Peccavi' (in inglese ' I have sinned' espressione omofona a ' I have Sindh') .

Un abile 'pun' e comunicazione che, quanto a sintecita' ed ed efficacia, credo difficilmente superabile.

(photo credit: George F. Kennan, di Ned Seidler, 1947, National Portrait Gallery di Washington)

1 commento:

Anonimo ha detto...

Gentile Diplomentor,
G. Kennan inviò il famoso long telegram la sera del 22 Febbraio 1946 se non erro.

Complimenti per il suo blog.

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