9 marzo 2009

"Going local" italiano: Amedeo Guillet


Il 7 febbraio 2009 ha compiuto 100 anni Amedeo Guillet, piacentino, figura unica della diplomazia italiana.

La sua avventura e’ legata all’Africa, prima sotto le armi e poi come diplomatico.

Durante la seconda guerra mondiale Amedeo Guillet, alias “Cummundar as-Sheitan”, il Comandante Diavolo, frena e disturba in Eritrea l’azione militare inglese caricando ripetutamente su un cavallo bianco, alla testa di un centinaio di cavalieri Amhara.

La guerriglia di Guillet e dei suoi uomini da' molto filo da torcere ai britannici i quali con "fair play" ne riconoscono il valore. Malgrado una taglia sulla sua testa, Guillet sfugge agli inglesi, ripara in Yemen e rientra in Italia.

Nel dopoguerra da’ le dimissioni dall’esercito, va a studiare l’inglese proprio a Londra, per potersi presentare al concorso di ammissione al ministero degli Esteri rifiutando di entrarci per meriti di guerra.

Dal 1948 Guillet smessa l’uniforme indossa i panni del diplomatico. La carriera diplomatica lo riporto’, come rappresentante del governo italiano, proprio là dove ha conosciuto le sfide più importanti della vita.
In Egitto prima Al Cairo e Console ad Alessandria d'Egitto. Poi Ambasciatore ad Amman nel 1962 e a Rabat nel 1968, in seguito a Delhi nel 1971.

Amedeo Guillett e’ stato paragonato dagli inglesi a “un Lawrence d’Arabia italiano” .

Ma ci sono differenze. Intanto Guillet padroneggiava, a differenza del più famoso colonnello inglese, la lingua araba.
Lawrence era di formazione un archeologo prestato alle armi, mentre Guillet nasce come ufficiale di carriera.

Ma soprattutto, come notato da Vittorio Dan Segre, Guillet non è Lawrence “perché non ha mai comperato con il denaro la fedeltà di un soldato e non ha mai partecipato a giochi di potere”.

Tuttavia, per lo sforzo di immedesimazione nella mentalita',lingua e cultura dei popoli presso cui vissero, sia Guillet che Lawrence sono due esempi di quel "going local" cui ho gia' fatto riferimento.

Per chi vuole approfondire, la vita avventurosa del Comandante Diavolo e’ ricostruita tra gli altri da Vittorio Dan Segre con "La guerra privata del tenente Guillet" (Corbaccio, 1993).

(foto tratta dal sito del MAE)

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