28 giugno 2009

L'ebook di DiploMentor: una nuova edizione in autunno


Ho rimosso dal blog l'ebook: "Farnesina: Istruzioni per l'uso. Consigli per chi vuole intraprendere la carriera diplomatica."

L'ebook e' stato finora scaricato da 370 lettori a cui va il mio sincero ringraziamento.

Il bello degli ebook e' che sono dei "work in progress". Intendo dunque approfittare dell'estate e delle ferie per rimaneggiarne i contenuti sviluppando i capitoli esistenti ed introducendone di nuovi.

Anche la veste grafica, in particolare la copertina, sara' aggiornata.

Conto di rimettere online l'ebook nel prossimo autunno.

26 giugno 2009

DiploMentor 2.0: bilancio dell'attivita'


In questi giorni si sta concludendo il primo ciclo didattico di DiploMentor 2.0 la piattaforma e-learning di preparazione al concorso diplomatico collegata al blog.

Quella di DM 2.0 e' nel suo genere una esperienza unica in Italia e finora, a giudicare dai commenti che ho ricevuto sia dagli studenti che dai docenti, pienamente riuscita.

In questi mesi abbiamo consolidato le modalita' didattiche. Con cadenza mensile sono stati assegnati e corretti temi di Storia delle relazioni Internazionali, Diritto Internazionale, Economia Politica, Inglese, Francese e Spagnolo. I docenti hanno fornito agli studenti consigli e indicazioni bibliografiche.

Anche la piattaforma software e' stata collaudata con successo. Moodle si e' dimostrato uno strumento flessibile e di agevole utilizzo ed aministrazione.

DiploMentor 2.0 si e' dimostrato un ambiente particolarmente congeniale per quanti non possono frequentare corsi in aula di preparazione al concorso diplomatico, vuoi perche' all'estero, vuoi perche' gia' impegnati professionalmente.

Il pregio ma anche il limite di DM 2.0 e' il suo impianto volontaristico e gratuito. Sia il sottoscritto che i docenti impegnati vi dedicano il tempo che possono ricavare dalle rispettive intense attivita'.

L'intenzione di DM 2.0 e' comunque quella di proseguire a partire dall'autunno, una volta verificata la disponibilita' dei docenti a continuare l'esperienza.

Intendo ammettere al sito una decina di nuovi studenti. Ringrazio quanti hanno gia' nei mesi scorsi manifestato interesse. Quanti fossero eventualmente interessati possono contattarmi a diplomentor@gmail.com.

A questo punto quel che manca e'...il concorso! L'augurio e' che possa essere regolarmente bandito nei prossimi mesi.

19 giugno 2009

Diplofatto: Liaison Officers



Nell’ambito del complesso impegno organizzativo della Presidenza italiana del G8 vi e’ un aspetto che vede coinvolti in prima persona i diplomatici piu’ giovani.

Si tratta dell’attivita’ di ufficiale di collegamento o, come si dice in inglese, di liaison officer (LO).

Gli ufficiali di collegamento vengono distaccati presso ciascuna delle delegazioni straniere svolgendo la funzione di collettore delle istanze (generalmente di tipo logistico, organizzativo e di ceremoniale) che possono originare sia da parte italiana che da quella degli ospiti.

La selezione degli ufficiali di collegamento e’ svolta - qualora possibile - individuando i necessari profili linguistici per agevolare la comunicazione. Alla delegazione russa si cerca dunque di adibire un funzionario russofono. Idem per tedeschi, giapponesi, ecc.

Quando non e’ dato reperire i necessari profili linguistici presso i diplomatici la Farnesina attinge dalle risorse delle qualifiche amministrative. E naturalmente si puo’ comunque ricorrere all’inglese o al francese, lingue veicolari della diplomazia.

Per favorire la comunicazione e’ inoltre possibile che la delegazione ospite annoveri talenti linguistici propri, magari tratti dalla propria ambasciata a Roma.

Non e’ la prassi organizzativa italiana, ma alcuni Paesi infatti scelgono come funzionario di collegamento un funzionario in servizio a Roma il quali ha non solo competenza linguistica ma anche familiarita’ con il modus operandi e le persone della organizzazione italiana.

Tra i compiti del LO vi e’ quello di assicurare la regolarita' e la puntualita’ degli spostamenti della delegazione. Dagli “incarrozzamenti”, cioe’ la distribuzione in un ordinato convoglio dei componenti della delegazione nei veicoli predisposti, alla messa in posa delle personalita’ nella tradizionale “foto di famiglia”.

Tredici anni fa tocco’ anche a me questo compito in occasione di due vertici europei a Torino e Firenze sotto presidenza italiana. Fui adibito alla delegazione britannica allora guidata dal Primo Ministro John Major e dal Foreign Secretary Malcom Rifkind.

Fu un’esperienza interessante ed intensa.

Non tutto ando’ secondo i piani. L’aereo del Primo Ministro Major anziche’ atterrare come previsto a Firenze Peretola per motivi tecnici fu dirottato appena un’ora prima dell’arrivo sull’aeroporto di Pisa. Tutto il convoglio delle auto, gia’ da tempo in paziente attesa sulla pista dello scalo fiorentino, si precipito’ ad una velocita’ che ancora oggi ricordo con terrore sulla autostrada per Pisa giungendo giusto pochi minuti prima dell’atterraggio del volo di stato.

A velocita' ugualmente vertiginosa fu il ritorno sul capoluogo fiorentino per consentire a Major di prendere regolarmente parte ai lavori con i suoi colleghi.

Era il tempo della crisi della “mucca pazza” e ricordo che gli inglesi chiesero nella notte un abboccamento diretto con la presidenza italiana che si concretizzo’, per quello che riguarda la modesta prospettiva del sottoscritto, nel sacrificare il sonno per improvvisare e curare la logistica di una prima colazione di lavoro alle 7.30 della mattina tra John Major e Lamberto Dini ed i rispettivi piu’ stretti collaboratori.

Non mancarono per fortuna aspetti divertenti e distensivi quali – in una pausa dei lavori - l’organizzazione di una visione comune di un quarto di finale del campionato europeo di calcio tra Inghilterra e Spagna.

Apprezzai inoltre, alle costole di Major, la visita privata organizzata a beneficio dei delegati stranieri del Corridoio Vasariano tra gli Uffizi e Palazzo Pitti, generalmente chiuso al pubblico.

L’esperienza del LO e’ utile e formativa per i giovani diplomatici. Essa inoltre permette di vivere l’evento da vicino, da una posizione privilegiata e soprattutto condividendo il punto di vista della delegazione straniera ospite.

E' una attivita' che mette alla prove le necessarie qualita' del diplomatico di comunicazione, tatto, flessibilita', pazienza, sangue freddo, e in definitiva "resourcefulness".

Buon lavoro dunque a quanti saranno impegnati nella ministeriale esteri di Trieste del 25-27 giugno e poi nel vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Aquila l’8-10 luglio.

(photo: Randy Read)

8 giugno 2009

Nuovo logo


Ho nei giorni scorsi bandito una gara su 99Designs e commissionato una nuova identita' grafica per DiploMentor.

Trovavo quella originale e fatta in casa (la bussola) un po' banale.

In questo anno e mezzo di attivita' il blog e le sue ramificazioni sono andate consolidandosi.

Nel suo piccolo, DiploMentor e' diventato un brand ed e' naturale che anche la grafica rifletta la sua crescita.

Il nuovo logo incorpora stilizzazioni vettoriali dell'edificio della Farnesina e della sfera di Arnaldo Pomodoro.

Il carattere usato e' Verdana.

1 giugno 2009

AAA Affittasi: astenersi diplomatici


Nella sezione "Real Estate" del New York Times Angelo mi segnala un articolo che riporta la domanda fatta da un locatore preoccupato di affittare una casa ad un diplomatico.

Egli teme che quest'ultimo, in caso di insolvenza, non possa essere sfrattato poiche' protetto dall' immunita'diplomatica.

Il consiglio dato in risposta e' di non affittare.

Angelo si chiede dunque se l'immunita' diplomatica possa trasformarsi nella vita di tutti i giorni di un diplomatico in un
problema anziche' essere un privilegio.


Il punto e’ quello dell’immunita’ diplomatica, principio fondamentale delle relazioni diplomatiche, la cui ratio e’ la tutela dell’autonomia della funzione diplomatica non tanto dell’agente di per se’.

Confesso che la risposta data nell’articolo non mi ha sorpreso piu’ di tanto.

E’ nota la spiccata propensione americana alla difesa dei propri diritti tramite un’azione legale. Il principio dell’immunita’ sottrarrebbe il diplomatico alla giurisdizione americana nel caso di una causa legale nei suoi confronti dettata ad esempio da inadempienza contrattuale o morosita’.

Tale sottrazione del diplomatico alla giurisizione puo’ effettivamente apparire una restrizione intollerabile ad un padrone di casa.

New York, per certi aspetti, ha fama di citta’ non facile per gli agenti diplomatici.

Gia’ anni fa, quando Sindaco era Rudy Giuliani, si distinse per la tenacia con cui si mise a contestare infrazioni stradali, in particolare divieti di sosta ai funzionari delle Nazioni Unite. Le multe venivano evase dai diplomatici sulla base dell’immunita’ diplomatica.

La municipalita’ newyorkese citava il danno originato dal mancato introito per le casse comunali derivante dall’applicazione dell’immunita’ diplomatica.

La questione degenero’ in una spiacevole querelle che nocque all’immagine sia dei diplomatici che della municipalita’ americana, apparsa animata da uno zelo eccessivo al limite della persecuzione.

Comunque sia, la prudenza del consiglio dell’articolo fa riflettere.

In effetti anche in Italia non mancano i contenziosi tra locatori ed agenti diplomatici, in particolare a Roma che ospita ben tre corpi diplomatici (presso il Quirinale, la Santa Sede e le Nazioni Unite).

Talvolta la notizia di questi contenziosi, che hanno visto spesso coinvolti diplomatici africani, ha raggiunto le colonne della stampa.

Si tratta di contenziosi che interessano anche lo stesso Ministero degli Esteri ed in particolare il Cerimoniale della Repubblica.

Angelo mi chiede quale sia stata finora la mia esperienza personale.

Finora, sia in paesi avanzati che in via di sviluppo, non ho mai avuto modo di riscontrare atteggiamenti negativi.

Anzi il padrone di casa si e’ sempre mostrato ben contento di affittarmi casa.

Da un lato credo che cio’ dipenda da una duplice buona reputazione. In primo luogo, a livello individuale, una buona fama precede gli italiani. Si sa che amiamo vivere in un ambiente confortevole, arrediamo bene, preserviamo la qualita’ dello spazio in cui abitiamo.

D’altra parte l’Italia ha fama di paese che paga puntualmente i conti e non ne lascia in sospeso. In tempi di incertezza per un locatore puo' dunque essere rassicurante entrare in una relazione contrattuale di medio-lungo termine con il rappresentante istituzionale di un paese come il nostro.

In certi paesi, infine, la professione diplomatica continua ad avere un particolare appeal e l’affittare ad un diplomatico contribuisce al prestigio di un immobile.

(photo credit: Fortyseven)

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