19 giugno 2009

Diplofatto: Liaison Officers



Nell’ambito del complesso impegno organizzativo della Presidenza italiana del G8 vi e’ un aspetto che vede coinvolti in prima persona i diplomatici piu’ giovani.

Si tratta dell’attivita’ di ufficiale di collegamento o, come si dice in inglese, di liaison officer (LO).

Gli ufficiali di collegamento vengono distaccati presso ciascuna delle delegazioni straniere svolgendo la funzione di collettore delle istanze (generalmente di tipo logistico, organizzativo e di ceremoniale) che possono originare sia da parte italiana che da quella degli ospiti.

La selezione degli ufficiali di collegamento e’ svolta - qualora possibile - individuando i necessari profili linguistici per agevolare la comunicazione. Alla delegazione russa si cerca dunque di adibire un funzionario russofono. Idem per tedeschi, giapponesi, ecc.

Quando non e’ dato reperire i necessari profili linguistici presso i diplomatici la Farnesina attinge dalle risorse delle qualifiche amministrative. E naturalmente si puo’ comunque ricorrere all’inglese o al francese, lingue veicolari della diplomazia.

Per favorire la comunicazione e’ inoltre possibile che la delegazione ospite annoveri talenti linguistici propri, magari tratti dalla propria ambasciata a Roma.

Non e’ la prassi organizzativa italiana, ma alcuni Paesi infatti scelgono come funzionario di collegamento un funzionario in servizio a Roma il quali ha non solo competenza linguistica ma anche familiarita’ con il modus operandi e le persone della organizzazione italiana.

Tra i compiti del LO vi e’ quello di assicurare la regolarita' e la puntualita’ degli spostamenti della delegazione. Dagli “incarrozzamenti”, cioe’ la distribuzione in un ordinato convoglio dei componenti della delegazione nei veicoli predisposti, alla messa in posa delle personalita’ nella tradizionale “foto di famiglia”.

Tredici anni fa tocco’ anche a me questo compito in occasione di due vertici europei a Torino e Firenze sotto presidenza italiana. Fui adibito alla delegazione britannica allora guidata dal Primo Ministro John Major e dal Foreign Secretary Malcom Rifkind.

Fu un’esperienza interessante ed intensa.

Non tutto ando’ secondo i piani. L’aereo del Primo Ministro Major anziche’ atterrare come previsto a Firenze Peretola per motivi tecnici fu dirottato appena un’ora prima dell’arrivo sull’aeroporto di Pisa. Tutto il convoglio delle auto, gia’ da tempo in paziente attesa sulla pista dello scalo fiorentino, si precipito’ ad una velocita’ che ancora oggi ricordo con terrore sulla autostrada per Pisa giungendo giusto pochi minuti prima dell’atterraggio del volo di stato.

A velocita' ugualmente vertiginosa fu il ritorno sul capoluogo fiorentino per consentire a Major di prendere regolarmente parte ai lavori con i suoi colleghi.

Era il tempo della crisi della “mucca pazza” e ricordo che gli inglesi chiesero nella notte un abboccamento diretto con la presidenza italiana che si concretizzo’, per quello che riguarda la modesta prospettiva del sottoscritto, nel sacrificare il sonno per improvvisare e curare la logistica di una prima colazione di lavoro alle 7.30 della mattina tra John Major e Lamberto Dini ed i rispettivi piu’ stretti collaboratori.

Non mancarono per fortuna aspetti divertenti e distensivi quali – in una pausa dei lavori - l’organizzazione di una visione comune di un quarto di finale del campionato europeo di calcio tra Inghilterra e Spagna.

Apprezzai inoltre, alle costole di Major, la visita privata organizzata a beneficio dei delegati stranieri del Corridoio Vasariano tra gli Uffizi e Palazzo Pitti, generalmente chiuso al pubblico.

L’esperienza del LO e’ utile e formativa per i giovani diplomatici. Essa inoltre permette di vivere l’evento da vicino, da una posizione privilegiata e soprattutto condividendo il punto di vista della delegazione straniera ospite.

E' una attivita' che mette alla prove le necessarie qualita' del diplomatico di comunicazione, tatto, flessibilita', pazienza, sangue freddo, e in definitiva "resourcefulness".

Buon lavoro dunque a quanti saranno impegnati nella ministeriale esteri di Trieste del 25-27 giugno e poi nel vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Aquila l’8-10 luglio.

(photo: Randy Read)

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