17 agosto 2009

De minimis non curat...legatus



In questo periodo di vacanze e' normale per gli uffici diplomatici e consolari reagire a un flusso intenso di richieste di informazioni ed assistenza da parte del pubblico (sia i connazionali che cittadini locali).

Talvolta le richieste di assistenza riguardano temi non strettamente pertinenti alla funzione diplomatica e che dimostrano una approssimativa conoscenza delle funzioni degli uffici esteri e dei limiti della loro azione.

Come si vede da questo articolo cio' non succede solo agli uffici diplomatici italiani.

Anche gli inglesi,infatti, ricevono richieste di assistenza di ogni genere. Talvolta le richieste hanno natura bizzarra come quella di una madre apprensiva di fare la valigia al figlio in vacanza ed esulano evidentemente dai compiti tipici (e piu' importanti) di un'Ambasciata.

Ambasciate e consolati si trasformano in una sorta di 'telefono amico' per consulti a tutto campo. Come giustamente osservato dai colleghi britannici citati nell'articolo le richieste banali che pervengono intasano il sistema e distraggono risorse ed attenzione da piu' pressanti e reali emergenze.

Per curiosita' ho domandato ai miei collaboratori piu' a stretto contatto con il pubblico le richieste piu' singolari che si sono trovati a raccogliere.

Eccone un piccolo saggio. Garantisco della loro autenticita'.

- da un signore anziano appassionato di sport: 'Cosa c'era scritto sullo schermo alla fine delle olimpiadi di Roma (1960)? Sono tanti anni che me lo domando..'

- da un padre preoccupato: 'Mia figlia si e' innamorata di un italiano.. cosa ne pensa ?  Non sara' pericoloso ?'

- da un cuoco: 'Come si cucinano esattamente le orecchiette con i broccoletti ?  E' meglio usare acqua in abbondanza ? Qual e' il punto giusto di cottura ?'

- da un signore orgoglioso della sua conoscenza gastronomica: 'Trovo sbagliato che nel nostro paese si mangino gli   spaghetti con la forchetta e il cucchiaio.  Il modo giusto e' con la forchetta e il coltello, vero ?'

- da un appassionato di calcio: 'Da dove viene il nome 'Sampdoria' ? E Atalanta?'

- dal padre di una sposa : 'Andro' fra poco al matrimonio di mia figlia in Italia. Come mi devo vestire ?'

- da un signore in cerca di emozioni: 'Potete consigliarmi un posto dove trovare delle belle ragazze italiane con cui divertirmi?

7 agosto 2009

Gli assiomi su come fare carriera in diplomazia su Twitter


Ho da qualche tempo spostato su Twitter gli assiomi per fare carriera in diplomazia.

La loro sinteticita' si presta infatti particolarmente al limite dei 140 caratteri imposto da quella versatile piattaforma di microblogging.

Sono stati finora postati 16 assiomi. Ne restano ancora da postare 26 per completare questa disincantata raccolta di consigli.

Su Twitter e Facebook riverso inoltre regolarmente notizie, curiosita' e articoli di interesse diplomatico.

Questo il link per seguire gli aggiornamenti.

Segnalo con l'occasione che la pagina di DiploMentor su Twitter entro Ferragosto avra' anch'essa una nuova veste grafica.

1 agosto 2009

Smart Power



La teoria delle relazioni internazionali produce e consuma concetti e parole d'ordine.

Espressione attualmente in voga sembra essere quella di «smart power» che si propone di dare una configurazione aggiornata e piu' realistica e strutturata al concetto di "soft power" di cui ho parlato in un podcast.

Con il cambio di Amministrazione negli Stati Uniti, il concetto di "smart power" e' ormai ufficialmente entrato nel linguaggio della politica internazionale.

Il concetto di "smart power" ha sostanzialmente natura bi-partisan.

Nel 2006 infatti una Commissione del Center for Strategic International Studies (CSIS Commission on Smart Power, 'A smarter, more secure America', 2007) ne ha teorizzato i fondamenti.

La Commissione era guidata da Joseph Nye e Richard Armitage. Richard Armitage e' stato Vice-Segretario di Stato durante la prima Presidenza Bush e tra i principali ispiratori del movimento neo-con, mentre Joseph Nye, professore ad Harvard, e' stato uno dei principali consiglieri politici di Bill Clinton.

Sin dall' insediamento Obama e il Segretario di Stato Hillary Clinton hanno mostrato di avvalersi di esso quale elemento teorico di discontinuita' rispetto alla politica estera condotta da Bush riflettendo l'esigenza di articolare la politica estera americana secondo nuovi schemi rispetto all'approccio «muscolare» seguito.

Il Segretario di Stato Hillary R. Clinton, lo ha infatti apertamente utilizzato fin dalla sua udienza alla Commissione Esteri del Senato, il 13 gennaio 2009.

L'obiettivo e' quello della riaffermazione, con una serie di strumenti differenziati e complementari, della influenza americana sulla scena internazionale.

Sara' anche «smart», ma pur sempre di «power» si tratta; il metodo persegue la ricerca di soluzioni pacifiche ma non e' necessariamente un'opzione pacifista. Suzanne Nossel ('Smart Power', Foreign Affairs, marzo/aprile 2004), afferma con chiarezza che il soft power «cannot stand alone in an era of deadly threats».

In definitiva lo «smart power» si pone come come sintesi di «hard» e «soft» power.

In questo senso, lo smart power sembra volersi porre anche come sintesi fra due tendenze tradizionali della politica estera americana: l'approccio idealista, che mira all'esportazione nel mondo di 'valori' tipicamente americani ed il realismo che considera la capacita' di deterrenza militare quale la piu' credibile garanzia di sicurezza e di tutela degli interessi a stelle e striscie.

Una "dottrina Obama" e' in corso di definizione e il soft power si profila come un possibile elemento costitutivo.

foto: Smith

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