1 agosto 2009

Smart Power



La teoria delle relazioni internazionali produce e consuma concetti e parole d'ordine.

Espressione attualmente in voga sembra essere quella di «smart power» che si propone di dare una configurazione aggiornata e piu' realistica e strutturata al concetto di "soft power" di cui ho parlato in un podcast.

Con il cambio di Amministrazione negli Stati Uniti, il concetto di "smart power" e' ormai ufficialmente entrato nel linguaggio della politica internazionale.

Il concetto di "smart power" ha sostanzialmente natura bi-partisan.

Nel 2006 infatti una Commissione del Center for Strategic International Studies (CSIS Commission on Smart Power, 'A smarter, more secure America', 2007) ne ha teorizzato i fondamenti.

La Commissione era guidata da Joseph Nye e Richard Armitage. Richard Armitage e' stato Vice-Segretario di Stato durante la prima Presidenza Bush e tra i principali ispiratori del movimento neo-con, mentre Joseph Nye, professore ad Harvard, e' stato uno dei principali consiglieri politici di Bill Clinton.

Sin dall' insediamento Obama e il Segretario di Stato Hillary Clinton hanno mostrato di avvalersi di esso quale elemento teorico di discontinuita' rispetto alla politica estera condotta da Bush riflettendo l'esigenza di articolare la politica estera americana secondo nuovi schemi rispetto all'approccio «muscolare» seguito.

Il Segretario di Stato Hillary R. Clinton, lo ha infatti apertamente utilizzato fin dalla sua udienza alla Commissione Esteri del Senato, il 13 gennaio 2009.

L'obiettivo e' quello della riaffermazione, con una serie di strumenti differenziati e complementari, della influenza americana sulla scena internazionale.

Sara' anche «smart», ma pur sempre di «power» si tratta; il metodo persegue la ricerca di soluzioni pacifiche ma non e' necessariamente un'opzione pacifista. Suzanne Nossel ('Smart Power', Foreign Affairs, marzo/aprile 2004), afferma con chiarezza che il soft power «cannot stand alone in an era of deadly threats».

In definitiva lo «smart power» si pone come come sintesi di «hard» e «soft» power.

In questo senso, lo smart power sembra volersi porre anche come sintesi fra due tendenze tradizionali della politica estera americana: l'approccio idealista, che mira all'esportazione nel mondo di 'valori' tipicamente americani ed il realismo che considera la capacita' di deterrenza militare quale la piu' credibile garanzia di sicurezza e di tutela degli interessi a stelle e striscie.

Una "dottrina Obama" e' in corso di definizione e il soft power si profila come un possibile elemento costitutivo.

foto: Smith

1 commento:

Blog Administrator ha detto...

Gentile Diplomentor,
nel dibattito sul declinismo\rinnovamentismo della potenza americana il concetto di softpower teorizzato da J. Nye è sicuramente il pilastro portante delle tesi ottimistiche riguardo al destino dell' Impero americano.

Tuttavia ai miei occhi la nuova linea di sintesi dello smartpower (e dunque il nuovo tipo di discorso che gli USA stanno portando avanti in ambito internazionale)sembra in accordo ma allo stesso tempo in contrasto con quel "potere immateriale,a-territoriale,culturale e cooptativo" teorizzato dal neoliberale Joseph Nye nel 1990 che sarebbe stato in grado di preservare il primato statunitense
nel mondo;

mi spiego:

se da un lato il concetto di smartpower si colloca nel solco di una riconosciuta diminuzione in termini di fungibilità del potere militare,dall'altro esso sembra dettato da una saggia e consona presa di coscienza da parte dell'amministrazione Obama del ridimensionamento(necessario) della potenza statunitense al fronte di uno scenario internazionale ormai significativamente multipolare.

In questo senso la nuova era del potere americano mi sembra molto più vicina alle tesi decliniste di Paul Kennedy (e in un'ottica più sistemica a quelle del sociologo Robert Gilpin riguardo alla teoria dei cicli egemonici) che non alle teorie rinnovamentiste di stampo neoliberale.

Lei cosa ne pensa?

Approfitto per ringraziarla dell'impegno e della competenza che mette a nostra disposizione.
Cordiali saluti.

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