
Trovo che gli americani abbiano una notevole abilita’ nel calibrare solennita’ ed informalita’ nelle loro celebrazioni.
Ai ricevimenti della loro festa nazionale puoi mangiare un hot dog e bere la birra direttamente dalla lattina. Entro certi limiti, non temono di arrischiarsi in interpretazioni non convenzionali dell’inno nazionale (evitando ovviamente quelle oltraggiose di Jimi Hendrix o Roseanne Barr).
Come segnalato da DipNote, nel caso della recente celebrazione a Pechino del Giorno dell’Indipendenza sono riusciti a rendere con notevole efficacia la diversita’ della composizione etnica del loro paese realizzando un collage fotografico dei volti dei dipendenti dell’ambasciata.
In un solo colpo sono riusciti a dare un volto (che non sia solo quello dell’Ambasciatore) all’impegno della loro diplomazia, a dare meritata visibilita’ ai dipendenti e – soprattutto – ad evidenziare il carattere di inclusivita’ che caratterizza la societa’ americana.
Bel colpo, in un paese – la Cina – in cui la “faccia” e’ importante.
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